Matteo/ Masaniello all’attacco delle radici cristiane, di Agostino Pietrasanta

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Alessandria: Franklin D. Roosevelt, nell’estate del 1938 (ottant’anni giusti, giusti!) convocò ad Evian in Francia (la civile, ordinata e…pulita Svizzera aveva rifiutato ospitalità) una conferenza per trattare dei problemi degli Ebrei profughi dalla Germania, in fuga dalle persecuzioni dei diritti civili e dai pericoli loro derivanti dalle politiche razziali.

Vi parteciparono organizzazioni, anche di volontariato, di ventidue Paesi. La conferenza non si accordò neppure per una condanna delle leggi di Norimberga e Hitler fece buon gioco alla sua propaganda.

Quattro anni dopo, nel dicembre del 1942, gli Stati dei governi alleati denunciarono, con dichiarazione comune, i massacri perpetrati dai nazisti, nei campi/lager, ma non dettero seguito ad alcun intervento mirato; la loro priorità era di natura militare: vengono prima la guerra e la vittoria.

I miei lettori mi perdoneranno se, con la mia mentalità da “buonista” vetero/democristiano “non pentito”, ricordavo queste vicende leggendo sui giornali (i giornaloni) le prodezze dei leader d’Europa a Bruxelles, datate di pochi giorni addietro. Sta sotto gli occhi di tutti: non hanno concluso nulla; rectius, si sono accordati per non decidere, se non nelle sedi bilaterali. Come dire che l’Europa, come tale non conta, contano gli Stati nazionali. Sul seri l’Europa rimane un’espressione geografica.

C’è di peggio. Provo a riprendere per me più che per eventuali rarissimi lettori il perché del peggio.

Intanto si continua a fingere di non sapere (o per lo meno ci si comporta come non si sapesse) che i profughi nei campi libici vengono raccolti, sfruttati, torturati e massacrati, né più, né meno che nei lager o, se volete, nei sistemi dei gulag; ed intanto un Masaniello nostrano (non so se in “buona fede” come l’originale) va predicando che i profughi vanno lasciati dove sono, o respinti o affidati alla buona volontà degli altri.

Si sa benissimo che non c’è invasione alcuna da parte di sbarchi che in un solo anno sono diminuiti dell’80%, ma si continua (e Masaniello rincara) a fomentare la percezione del pericolo/profughi, con una identificazione sempre più perfetta tra percezione e realtà, tra opinioni e verità: che non sia questo il vento più devastante del rerlativismo denunciato un tempo da Ratzinger?

Non esiste tecnico serio e informato che non affermi, dati alla mano, che dei profughi abbiamo bisogno per un’attività lavorativa altrimente priva di risorse in Italia e in parecchi Paesi dell’Occidente. E Masaniello inveisce contro le competenze in nome dell’autonomia dei politici, omologando l’autonomia all’ignoranza e devastando le poche risorse di elite esistenti.

Al peggio però non c’è limite. É vero che tutto questo mi richiamava, per associazione di idee, la conferenza di Evian e le dichiarazioni degli Stati alleati contro Hitler. Tuttavia, almeno quelli rimuovevano le loro responsabilità con ragioni inaccettabili, ma serie, le priorità militari. Quì le priorità sono solo e soltato i bottini elettorali: punto e basta.

Intanto si scardinano le stesse basi della razionalità che rivendicano il diritto dei dati di fatto, mentre vengono negati. Ma scardinare la razionalità (e non voglio citare tante storie della stessa idea d’Europa) vuol dire ridurre l’Unione Europea ad una scatola vuota. Se poi si volessero ricercare anche le radici cristiane, ovviamente mai in concorrenza con quelle della razionalità, allora ricorderei che dovrebbe trovare spazio una politica dell’accoglenza dello straniero, come indicato nel capitolo 25 di Matteo.

Ovviamente non Matteo/Masaniello, ma Matteo l’evangelista. Ci sono problemi di organizzazione e di programmazione politica? Certo! Ma questo fa parte di quella autonomia di intervento che solo l’Europa nel suo insieme potrebbe realizzare. Darebbe finalmente vita e carne alle sue radici cristiane, anche se non mette il nome di Dio nella sua Costituzione. Noi però ci affidiamo a Masaniello che delle summentovate radici si stira i baffi.