Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Dopo aver completato l’ultimo carico, Giamilja, come se avesse dimenticato tutto di questo mondo, contemplò a lungo il crepuscolo. Laggiù, oltre il fiume, in qualche luogo ai confini della steppa kazaka, come la bocca d’un bruciante tandyr* fiammeggiava languidamente il sole vespertino della mietitura. Sprofondava lento dietro l’orizzonte, imbevendo d’una luce d’incendio le piccole fragili nubi del cielo e proiettando i suoi ultimi luccichii sulla steppa viola pallido, già coperta nelle sue profondità dal cupo azzurro delle precoci tenebre. Giamilja contemplava il sole cadente con una dolce e gioiosa esaltazione, come se le fosse apparsa una visione di fiaba.

*forno d’argilla, n.d.r.

Melodia della terra, Tschingis Aitmatov, Marcos y Marcos 2006/2017, traduzione di Andrea Zanzotto dalla versione francese di Louis Aragon

In questo breve quanto intenso romanzo di Aitmatov si viene trasportati in un mondo e in un tempo lontano, attraverso i territori della Kirghisia al confine col Kazakistan:

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