diario di un meteoropatico

Confuso intorno,
sfocato e contrario alle tue idee,
allontanarsi, muoversi,
viaggiare, unico modo
per modellare la tua realtà.

Chissà cosa vedono le tue pupille,
chissà come mettono a fuoco
retina e nervi ottici e
la loro coordinazione,
chissà con quale velocità la luce
bacia Iride e poi l’abbandona.

Aspetto il bus in ritardo
e penso come possa essere
un tramonto o che ne so
un cassonetto dei rifiuti,
un muro vecchio,
attraverso gli occhi tuoi.
E penso come possa cambiare
il suono dei colori,
il calore della luce attraverso.

Guardo sempre con i miei,
ma com’é quando apri i tuoi?

|quadro: Tracce, Mimmo Rotella, 1955|

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