“Con la Palestina nel cuore” , di Dario Fornaro

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Alessandria: Abbiamo fatto memoria, nei giorni scorsi, nella chiesa di San Giorgio di Castelceriolo, di don Walter Fiocchi  nel quarto anniversario (6.7.2014) della sua prematura scomparsa.

Ciascuno – parrocchiani e amici d’Oltrebormida – si è probabilmente interrogato sul “vuoto” lasciato da Fiocchi nei rapporti umani intercorsi e sulle “buone battaglie” di solidarietà, individuale e collettiva, alle quali richiamava quotidianamente soprattutto con l’esempio. 

Ora, nella dimensione privata di ciascuno, gli effetti di una presenza e di una parola che  si interrompono senza ritorno,  di un rapporto che improvvisamente si coniuga solo al passato, sono sostanzialmente insondabili. Ma sul piano del tragitto pubblico delle idee e delle emozioni, le tracce restano leggibili, a volerle vedere, nella grande storia come nella piccola cronaca locale.

E di don Walter rimangono, ad Alessandria, almeno un paio di “segni” incisi  nel ricordo ma anche nei fatti: l’opera discreta e assidua di supporto, ideale e organizzativo, all’opera  innovativa del Vescovo Charrier, dispiegatasi ben oltre i confini diocesani, e la piccola, pubblica “sponda” offerta alla causa del popolo palestinese attraverso una capillare informativa e una realistica rappresentazione dei fatti (il Walter giornalista e promotore di rapporti italo-palestinesi) condivisa con una sparuta schiera di amici d’ambo le patrie.

Una passione, quest’ultima, di cui non saprei dire gli inizi, i fatti scatenanti, ma che lo animava con ferma determinazione, compresi i rischi di sbilanciamento – ben controllati di norma – che traspirano da ogni vera passione.

Degno di nota non è che un prete cattolico professasse sincera amicizia col popolo palestinese e che lo stesso prete fosse simmetricamente molto critico verso la politica interetnica israeliana, senza cedere peraltro a secolari pulsioni antisemite. Era bensì notevole che questa piccola antenna ricetrasmittente e il piccolo nucleo che la animava attorno a don Walter, si esprimessero per diversi anni attraverso il settimanale diocesano (Voce Alessandrina) del quale “dwf” era assiduo notista.

Una presenza tematica inconsueta e indubbiamente controversa che, difatti, non resse, nel post-Charrier, al sommario ristabilimento – nel settimanale e non solo – dell’ordine a Varsavia.

Nel 2012 Walter Fiocchi  ripubblicò i suoi contributi alessandrini sulla questione Terrasanta e Palestinesi in un volumetto di 178 pagine – del quale questa nota riprende il titolo – con 23 articoli, dal 2001 al 2007, dal settimanale diocesano, e 3 articoli (2008-12) dal blog  dissidente “Appunti alessandrini”.

Che dire? Gli anni di don Walter erano ancora segnati, tra mille drammi e contraddizioni,  dalla speranza che un futuro all’insegna dei “due popoli, due stati” potesse collocarsi nell’ambito di questa generazione. Poi questa prospettiva è venuta a dissolversi – per sostanziale indisponibilità israeliana e per il sopravvenire, ai confini, della  guerra siriana – nella prosecuzione indeterminata della conflittualità quotidiana, a Gaza e nei Territori. L’opinione pubblica occidentale, ammesso che esista, è ripiombata in una fase di stanca (problema insolubile!) nel senso che la Terrasanta ospita sfortunatamente una delle tante piaghe, purulente o sanguinose, di violenza che costellano l’orbe terraqueo, senza apparente via d’uscita. Salvo che, nel caso, e duole il solo pensarlo, giunga ad estreme conseguenze, ad una dannata soluzione finale, la  crescente, palese sproporzione tra cosiddette provocazioni e cosiddette ritorsioni, militari e politiche.

Don Walter ne sarebbe vieppiù rattristato e motivato nel percorso solidaristico che, venuto meno il suo “profeta-testimone”, continua tuttavia con i suoi “amici-discepoli” (vedi Associazione “L’ulivo e il libro”) che garantiscono – in attesa di una nuova personalità di riferimento –  una minimale sopravvivenza alla piccola rete locale di rapporti con la Terrasanta e il suo popolo in crisi.