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Consulenza come relazione d’aiuto
Con il termine “benessere organizzativo”, negli ultimi anni si è soliti designare genericamente sia lo stato individuale degli abitanti una specifica organizzazione, sia quell’insieme di fattori vissuti dai lavoratori e da essi percepiti (climi e culture) che determinano o contribuiscono al loro star meglio nell’ambiente lavorativo.
Per questo, gli ‘esperti in benessere’ devono ( dovrebbero…) essere professionisti in grado di “leggere” i processi organizzativi e di individuare le aree di criticità psicologica e professionale attraverso strumenti di rilevazione come l’analisi del clima, la valutazione dei fattori di stress, l‘accertamento degli agenti di disagio motivazionale, sia di natura relazionale, sia operativa, sia strutturale e i fattori di richio.
Essere esperti di benessere organizzativo, in conclusione, non vuol dire sapersi sostituire ai manager in tutti i rami della gestione aziendale, ma vuol dire aiutarli e quindi avere la preparazione e gli strumenti per leggere e analizzare le situazioni…

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