Diario di una Zingara

Guardo lo scorcio di mare cristallino che mi offre l’autostrada: oggi è calmo e riflette l’azzurro del cielo. Ci sono delle barche a vela e sicuramente tanti bagnanti sulle spiagge strette che, però, da qui non riesco a vedere.

Mi stupisce il fatto che, nonostante io non sia un’amante del mare, negli ultimi mesi, mi affascini molto guardarlo.

Penso alla barchetta di carta, uno dei primi origami che ci insegnavano da bambini: tutte simili, ma tutte diverse. E mi piace cercare di capire in quale barca siamo noi.

Mamme,

papà,

figli,

nipoti,

animali.

Avvocati,

cantanti,

operai,

giornalisti,

disoccupati.

Ognuno rema come vuole, come può: c’è chi si gode il viaggio, chi rema contro vento e chi si lascia cullare e trasportare dalle onde. C’è anche chi è in mare solo per cercare la riva più vicina.

Il mare è lo stesso per tutti, ma è grande; qualcuno naviga in acque…

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