almerighi

nella fossa nessun suono,
terra smossa in grossi pezzi,
il nostro terreno è argilloso
tende a spezzarsi
con pochissima polvere:
la cenere è miscuglio
d’ossa non più intestate

quanto è bello il sangue
spruzzato in forma di pensiero
contro vetri chiusi,
impermeabili a voci e aria,
così delicato, indifeso,
quello di un bambino

che il seno a metà nutre stento
infatuazione e sete,
l’agitato cuore in piena
di moti lasciati correre,
non c’è intorno,
solo argini a fiumi vuoti

oggi, quest’anima corpo
ha imparato a tacere

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