Catrame e ruspe.

mayoor

Al Circolo di Spade
si beve acqua dalla Santiera.
il corpo dei Postini sguaina le mani.
Sull’attenti stringendo le chiappe. Che a sinistra
o di lato, nessuno osi infastidire.

«Qui le gatte imprecano giorno e notte»
«e NOI stenderemo al sole le topaie!»
«Sono Becco di Elefante. E me ne sbatto»

Schiere di parole serve, le più povere
mostrate nude davanti al microfono. Sicché la gente
applaude; prega, si gratta i coglioni, starnutisce, approva,
piscia e scoreggia: ‘perché questa è casa mia!’.

Il canto del cinghiale, la ruota della polveriera.
La tenda con su stampate le mondine al lavoro.
«Del resto nemmeno Putin si ricorda più dello Zar»

Poi, è ovvio, arriva un nero temporale.

Vanno a ritirare le camice stese ad asciugare.
Attivano le videocamere. Il fucile in camera da letto.

Un odio forsennato verso l’amante delle mogli.
Tre coltellate all’italiana. Figurarsi un negro…
Sì sì, un odio come…

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Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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