Un segnale sbagliato in un momento sbagliato

“Mo questi qua li uccido uno a uno”

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SULMONA

Un segnale sbagliato in un momento sbagliato…

Questo è solo una dei vari fatti di razzismo riportati dalla cronache dei media in queste ultime settimane, perciò sorge spontanea una considerazione: “Ma dove vive il Ministro per la famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana, visto che propone persino di abolire la legge Mancino sul razzismo!!!. Possibile che non si renda conto che con certe esternazioni sta mandando a delle frange, che anche se al momento sono ancora minoritarie, un segnale sbagliato in un momento sbagliato!. Se questi fatti di razzismo dovessero ulteriormente crescere se ne assumerà la responsabilità.

“Mo questi qua li uccido uno a uno”

Una delle frasi dei due aggressori, arrestati con l’aggravante razzista, al centro di accoglienza di Sulmona il 12 giugno scorso.
By Huffington Post

“Mo questi qua li uccido uno a uno”. Questa una delle frasi pronunciate da uno dei due aggressori che il 12 giugno scorso fecero irruzione in un centro di accoglienza a Sulmona, in provincia dell’Aquila, e che sono stati arrestati con l’aggravante razzista. In un video si vede la pistola scacciacani utilizzata dai due per minacciare i migranti ed anche il coltello usato per colpire uno dei ragazzi.

Aggredirono un profugo accoltellandolo dopo aver fatto irruzione nel centro di accoglienza degli immigrati in corso Ovidio a Sulmona.

Serafino Di Lorenzo, 39 sulmonese e Nicola Spagnoletti, 46 anni, originario della Toscana, sono stati arrestati su ordine di custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio con l’aggravante della discriminazione razziale. Il provvedimento è stato firmato dal Gip, Marco Billi, su richiesta del Pm, Stefano Lafolla.

https://www.huffingtonpost.it

Lorenzo Fontana sulla sua pagina facebook:

I fatti degli ultimi giorni rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l’intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico. Una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni. Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n’era neanche l’ombra. Se c’è quindi un razzismo, oggi, è in primis quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli italiani. La ragione? Un popolo che non la pensa tutto alla stessa maniera e che è consapevole e cosciente della propria identità e della propria storia fa paura ai globalisti, perché non è strumentalizzabile. Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano.
I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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