Un po’ di Storia della matematica e della geometria, di Luca Oggero

Un po’ di Storia della matematica e della geometria, di Luca Oggero

Un po’ di Storia della matematica e della geometria rivisitata alla luce della lettura del volume “La vera Storia dell’uomo però falsa” del professor Ugo Labestia, tomo che ho ritrovato in un vecchio solaio dentro un baule pieno fino all’orlo di ratti. Ho frugato tra i ratti e sotto c’erano altri ratti. Sono andato più giù con le mani e l’unica cosa che non era un ratto era questo libro.

Sono stato morso varie volte dai ratti – che tra l’altro non ho capito cosa minchia ci facessero tutti ammassati in un baule dove a parte un libro non c’erano che altri ratti, forse un rave-party o una riunione di condominio – e ora ho contratto la peste ma ne è valsa la pena, perché questo rarissimo e prezioso libro ci racconta la Storia in modo talmente falsato da risultare più credibile di quella ufficiale. 


Tra i vari campi dello scibile umano trattati da Labestia, uno che mi ha particolarmente colpito è stato quello dell’adozione del sistema metrico decimale per misurare le lunghezze. 
Prima di allora le persone erano solite utilizzare come unità di misura la lunghezza di un maialino di sei mesi.

Se c’era ad esempio in corso una trattativa per la compravendita di un terreno il perimetro del medesimo veniva misurato appoggiando un porcellino sul confine del lotto da misurare, si faceva una tacca dove finiva il muso, si alzava la bestiola e la si riappoggiava col culo allineato alla tacca e si ripeteva l’operazione fino a quando il terreno non fosse stato completamente porcellinizzato.

Si contavano infine le tacche e in base al loro numero veniva stabilito il prezzo di quell’appezzamento. 
Tutto ciò andava bene quando al momento della trattativa fosse disponibile un maialino di sei mesi.

Quando questa condizione imprescindibile veniva meno si prendeva allora un maialino di quattro o cinque mesi e si attendeva che compisse il sesto mese di età. 
Per evitare che uno dei due contraenti approfittasse di tenersi il maialino per trarre vantaggio sulla contrattazione del prezzo il porcello veniva tenuto a turno una settimana a testa dall’acquirente e dal venditore.


Questo faceva sì che chi doveva vendere il terreno avesse tutto l’interesse che il maiale crescesse il meno possibile e quindi nelle settimane in cui gli era affidato lo teneva praticamente a digiuno.
Al contrario chi comprava aveva interesse che l’animale crescesse molto, in modo che il minor numero di tacche sul terreno determinasse un prezzo a lui conveniente.

Lo rimpinzava quindi in modo esagerato, da cui l’espressione “mangiare come un porco nella settimana in cui è tenuto dal compratore”, che è andata poi nel tempo ridefinendosi nella forma contratta “mangiare come un porco”.

I maiali, che sono animali intelligenti per quanto curino poco la propria igiene personale, un giorno si stufarono del crudele trattamento riservato ai loro cuccioli quando non era immediatamente disponibile un maialino di sei mesi e organizzarono la famigerata “protesta della cacca”.

Iniziarono così a nutrirsi dei propri escrementi in modo da produrre una carne immangiabile e protrassero la protesta fino al momento in cui gli uomini decisero di utilizzare il metro e non più il maialino, per misurare le cose.

Si dice (cioè, lo dice Labestia e nessun altro) che George Orwell abbia tratto in parte ispirazione per la sua “Fattoria degli animali” proprio dalla protesta della cacca dei maiali.
Esistono due scuole di pensiero, sempre secondo Labestia e quindi io ci credo, riguardo all’origine del metro.

C’è chi sostiene si tratti della larghezza esatta di un sedile della metro di Milano e chi al contrario crede sia la larghezza della testa del leone all’inizio dei film della Metro Goldwyn Mayer. 
In ogni caso sono felice di non dovermi portare appresso un porcello se devo fare qualche misurazione, tipo ora che ho preso la peste e devo misurare la distanza di sicurezza per non contagiare nessuno.

Di sicuro contagerei il maiale e non sarebbe bello.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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