Il mare che non c’è, di Maria Cannatella

Il mare che non c’è, di Maria Cannatella

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C’è un mare che ormai non c’è,

si è perso, insieme al suo colore,

svanito anche l’odore.

Distrutto il suo fondale,

solo per la superficialità,

l’ignoranza e la presunzione dell’uomo.

Abbiamo un mare che non c’è,

i suoi esseri viventi stanno morendo,

i rifiuti lo riempiono di morte.

Lo stanno inghiottendo piano, piano,

giorno, dopo giorno, in silenzio.

Galleggia in superficie la morte,

si muove spinta dalle onde,

la plastica lo sta conquistando.

E’ un male che si può curare,

se ognuno di noi, facesse la sua parte.

Avevamo il mare, un tempo,

ma adesso questo mare non c’è più.

Lo abbiamo maltrattato, abusato,

abbiamo dato a lui ciò che non serviva a noi.

Il mare che non c’è è rimasto in silenzio,

poverino, senza dir nulla,

vittima solo di tutte le  ignoranze dell’uomo.

Di quell’uomo che si sente superiore,

ma invece non è nessuno.

Rimane lì, il mare che non c’è,

per me, per tutti quelli,

che non sanno apprezzarlo.

Rimane da solo,

colmo di marcio,

per mano di delinquenti.

maria Cannatella@

riservati tutti i diritti.

foto: twitter.com/Biondin

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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