Un Posto di vacanza

CHANDRA livia candiani.jpg

*

Io ti sbircio
come una scacchiera
di battaglia navale
non so ancora dove
mi affonderai
segnerai una fenditura
con la biro nera
degli occhi
o mi porterai in salvo
su una terra consegnata
un tema della luce
senza crepe: tu m’insegni
il filo la tela
la presa l’abbandono
tenere restare stringere
essere vecchi, piccoli piccoli
tacere buttarsi
contatto immaginazione. Io
imparo, io
mi allaccio.

*

Te ne stai lì sognante
dentro la tua fotografia
sopra il leggio
al posto del libro da tradurre:
devo tradurti tutto
adesso
sminuzzare la vita
in bisbigli, pulviscoli, puntini
di sospensione, passetti
accentati di gatto, e devo tradurmi
il tuo sorriso di fumo,
tanto contenta un giorno prima
di svanire, lo sguardo
riconosciuto dall’infinito,
strappato via da un soffio:
tradurre, non dire
cosa vuol dire, ma trasportare
in altra lingua.
Come tradurti che a scuola
La bambina Iulia ha scritto:
“L’addio è la fragilità

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