Genova: Quel ponte doveva essere chiuso o limitato al traffico

di Pier Carlo lava

Alessandria today, in merito al collasso del ponte Morandi pubblichiamo il comunicato stampa di Atlantia, il Concessionario di Autostrade per l’Italia, emesso a seguito delle dichiarazioni del Governo relative alla revoca della Concessione, il commento del direttore del tronco di Genova e le considerazioni politiche di Umberto Minopoli. In tal senso precisiamo che si tratta di un opinione personale dell’autore, che seppur condivisibile per taluni aspetti, non rispecchia il nostro pensiero.

Per quanto ci riguarda restiamo infatti dell’idea che sia sempre preferibile attendere che i magistrati e i consulenti tecnici incaricati svolgano le indagini e i tribunali emettano le sentenze, solo a quel punto si potranno effettivamente accertare le responsabilità e i colpevoli dovranno pagare con una pena commisurata a questa immane tragedia.

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Attendiamo inoltre di verificare quali saranno gli effettivi provvedimenti che verranno intrapresi dal Governo, non solo in merito al ponte e alla concessione, ma anche a sostegno delle 632 persone, circa 300 famiglie che perderanno la casa, oltre naturalmente ai risarcimenti delle famiglie delle vittime per quanto concerne importi e tempistica. Da recenti dichiarazioni apprendiamo che secondo il Presidente della Regione Liguria entro novembre tutti gli sfollati avranno una casa.

Il direttore del Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia Stefano Marigliani, “per noi qualcosa di inaspettato e imprevisto rispetto all’attività di monitoraggio che veniva fatta sul ponte. Nulla lasciava presagire. Assolutamente non c’era nessun elemento per considerare il ponte pericoloso”. Tra l’altro, aggiunge, “sulla struttura risalente agli anni 60 erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto” e “come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attivita’ di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova” (https://tg24.sky.it)

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Il comunicato stampa di Atlantia che controlla Autostrade per l’Italia

Precisazione in merito ad annuncio avvio della revoca della Concessione di Autostrade per l’Italia.

Roma, 16 agosto 2018 – Atlantia S.p.A., in relazione a quanto annunciato in merito all’avvio di una procedura finalizzata alla revoca della concessione nella titolarità della controllata Autostrade per l’Italia, deve osservare che tale annuncio è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto.

Pur considerando che anche nell’ipotesi di revoca o decadenza della concessione – secondo le norme e procedure nella stessa disciplinate – spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se ed in quanto applicabili, le modalità di tale annuncio possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti della Società.

Atlantia pertanto continuerà a supportare la controllata Autostrade per l’Italia nelle interlocuzioni con le Istituzioni in questa delicata fase avendo riguardo anche alla tutela dei propri azionisti ed obbligazionisti con una corretta e tempestiva informazione al mercato.

Le considerazioni di Umberto Minopoli

Allora diciamola tutta: la manutenzione non c’entra. Quel ponte doveva essere chiuso o limitato al traffico. Se si fosse decisa da tempo l’alternativa (la Gronda), forse, quella tragedia non ci sarebbe stata.

Fossi nei 5 Stelle, contrari alla Gronda e a tutte le opere chi migliorano la mobilità osserverei un decoroso e rispettoso silenzio. Loro, e quei settori della sinistra e del Pd, che hanno scodinzolato e seguito gli ambientalisti contro la Gronda, sono tra quelli che dovrebbero chiedere scusa ai genovesi.

E invece… Anche sul Ponte (come hanno fatto con l’Inps, con i tecnici del ministero dello Sviluppo sull’Ilva, con i presidi sui vaccini, con gli apparati dei ministeri sulle relazioni tecniche, con i tecnici della Ragioneria) scaricano le responsabilità, accusano e minacciano chi fa il proprio lavoro.

Vigliacchi e scaricabarile. Inadatti al governo, privi di spessore e, anche, arroganti e disgustosi. Sono loro che a Genova hanno difeso quel ponte, combattuto chi voleva chiuderlo o limitarlo e costruire l’alternativa ( la Gronda).

Sono loro che hanno irriso, insultato e offeso chi si e’ battuto per chiudere quel ponte. Sono loro che, sui loro blog e sui loro manifesti, hanno scritto che quel ponte sarebbe durato oltre 100 anni.

Sono loro che hanno insultato come speculatori, profittatori, affaristi, nemici dell’ambiente chi voleva costruire l’alternativa a quel ponte.

Ora, scornati e sbugiardati, con la stessa belluina arroganza, scaricano le responsabilità. E accusano i gestori dell’autostrada. Hanno già, loro ignoranti come capre e tecnicamente asini, trovato cause e responsabili del crollo. L’ inchiesta sulle cause non e’ nemmeno cominciata.

Ma loro, i 5 Stelle, l’ hanno già conclusa e trovato il colpevole, il capro espiatorio: la società Autostrade. Miserabili. Demagoghi. Sempre pronti ad aizzare l’odio, la canea,, gli istinti belluini del popolo disinformato contro imprenditori, manager, tecnici, funzionari. Con i 5 Stelle l’Italia sta diventando un paese insicuro, ingiusto: dove dall’alto, dal governo si bersaglia chi lavora; dove, dall’alto, si insinuano accuse, sospetti, condanne senza processi.

Non c’e’ più certezza, garanzia, diritto, rispetto delle competenze e delle professioni. Dagli scienziati, ai medici, agli ingegneri, ai funzionari: ogni giorno c’e’ qualche categoria che si vede nel mirino di questi irresponsabili, accusata di ogni errore, problema, nefandezza.

Ministri e capi politici dei 5 Stelle si comportano come dei piccoli Erdogan: versioni locali del sultano fascista turco: quello che non va, i loro errori e incapacità sono sempre colpa di qualcuno, di complotti, caste e nemici.

Che poi sono medici, giornalisti, avvocati, magistrati, imprenditori, manager, impiegati, tecnici. Con i 5 Stelle stiamo diventando una società di odiatori, un ring dove tutti, a cominciare dal governo, prendono pugni tutti: si combattono e si incolpano. Il populismo sta imbruttendo il paese.