ONDE, di Gregorio Asero

ONDE

Donna
placa la mia violenta ira
come gli scogli d’inverno
placano le onde del mare.

Con grida di dolore
si infrangono nel freddo inverno
e tornano urlanti nel grembo materno.

Così la mia collera si abbatte
sui massi parati dal destino
e simile a furia selvaggia
torno al mio mare.

Non voglio celare il mio viso
fra maschere e trucchi apparenti.
Non voglio stringere gli occhi
per non vedermi ferito.

Come neve che brucia
mi sciolgo in mille dolori.
Piuttosto svanisco nel mondo del nulla
ma mai che si dica:
fu solo un pallido uomo.

Piuttosto io perdo la lotta
ma mai che si dica
che fu un uomo da nulla.
.
da ” SELENA”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633