Le notizie…e la realtà

Di Maria Luisa Pirrone

Rispondo con una mia breve e personale riflessione ad un post pubblicato su Facebook da Pier Carlo Lava, relativo ai telegiornali odierni e alle modalità di diffusione delle notizie.

Riporto il testo del post, seguito dal mio commento.

Oggi vorrei proporre una riflessione sulla Mostra del Cinema di Venezia: Il Tg1 ha dato la notizia al termine del telegiornale, a pochi minuti dalle ore 14.00, persino dopo lo sport.

A vostro avviso, è questa l’attenzione alla cultura che deve dare il servizio pubblico televisivo nel nostro paese?

Direi che hai centrato in pieno il motivo per cui io non guardo telegiornali ormai da anni. Quando mi capita (raramente), la fitta al fegato che mi assale istantaneamente mi ricorda perché non lo faccio più.

La qualità non si è “abbassata”, ma è stata sacrificata in tronco nel nome di scandali, sensazionalismi, diffusione di paure, allarmismi ed emergenze inutili. Tutto è stato sacrificato, dall’impostazione della scaletta alla scelta – molto furba – dei singoli termini da utilizzare.

Considero le parole e l’uso che se ne fa fondamentali. La scelta di un termine piuttosto che un altro e la scelta di COME diffondere un concetto, un’idea, un fatto hanno effetti diversi su chi ascolta.

Un fatto, ad esempio, può essere raccontato in mille modalità differenti e avere mille effetti differenti. Perciò, la responsabilità dei giornalisti nel plasmare, nel bene o nel male, le nostre menti è enorme.

Qualcuno dice che è il livello culturale degli italiani ad essersi abbassato e che il giornalismo si sia adattato a darci in pasto solo ciò che vogliamo sentirci dire. Ma questo è il gioco dei politici (scadenti): cavalcare l’onda. Io non credo che questo sia il compito del giornalismo. Se si comporta in questo modo, è connivente.

Il suo compito è informare, difendere la verità, aprire occhi e menti sul paese e sul mondo, sviluppare senso critico nei cittadini.

Sarò sicuramente un’idealista (di questi tempi, poi, essere idealisti è un po’ come essere buonisti, una caratteristica da disprezzare), ma questa è l’anima e insieme l’origine, lo spirito, la missione del giornalismo. Se non è questo, non è giornalismo vero. Semplicemente non è informazione.

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