Non sia mai una condizione di prigionia, di Antonietta Fragnito

Girasoli

Essere madri, padri, figli, mariti, mogli, non sia mai una condizione di prigionia. Non incastrate mai nessuno in un ruolo, se lo amate davvero.

Non può esistere il quadretto del genitore perfetto, del nonno che deve stare buono ai giardinetti. In tanti cedono a questo stereotipo che gli ha confezionato una società bisognosa di standard.

Non vi vergognate di un congiunto che non è linea con l’ ideale che avete di lui. Non lo relegate in un ruolo , lasciate che esprima il suo ideale di vita se davvero lo amate. I rapporti spesso non funzionano perché l’uomo ha la propensione a diventare il carceriere di chi ha vicino.

Alcuni lo fanno in modo eclatante ed esplicito, altri in modo subdolo. Il controllo, la sopraffazione, il voler gestire il percorso degli altri e’ contro natura, ce lo insegnano gli animali che non si sposano e che accudiscono i loro piccoli solo per il tempo necessario.