Il Pd in Piazza a Roma. Martina a Lega e 5S: “Non si governa con l’odio” – Rai News

Oltre 70 mila, secondo gli organizzatori, i militanti che hanno partecipato all’evento Dem a Piazza del Popolo. “Di Maio non ha abolito la povertà, ma il buonsenso” aggiunge il segretario Dem.  “Governo illiberale e oscurantista”. Renzi: rischio deriva venezuelana

Sorgente: Il Pd in Piazza a Roma. Martina a Lega e 5S: “Non si governa con l’odio” – Rai News

Buon compleanno, Renato Zero, di Lia Tommi

Renato Zero nasce a Roma il 30 settembre 1950, dunque quest’anno compie 68 anni, oltre 50 dei quali passati sul palcoscenico. Era infatti il 1967 quando Renato iniziava la sua carriera discografica. Dopo una lunga gavetta per lui il successo è arrivato nei primi anni ’70 e da quel momento non si è mai fermato, malgrado qualche frenata d’arresto vissuta nel corso degli anni è sempre riuscito a riemergere e tornare ai vertici delle classifiche di vendita discografica.

La sua ultima fatica discografica risale allo scorso anno quando pubblicò il doppio album “Zerovskij“, cui seguì un tour teatrale avente come protagonisti tutti i brani inediti dell’ultimo album, tralasciando quindi i suoi più grandi successi. La scelta inizialmente destabilizzò anche i fans più fedeli, che però si sono poi ricreduti ed hanno apprezzato la nuova veste del loro artista.

Durante l’estate appena trascorsa Renato Zero ha però stupito ancora una volta i fans con un nuovo cambio di rotta. Durante l’evento radiofonico Power hits Summer 2018, nel quale veniva decretato il brano tormentone dell’estate, l’artista romano ha portato a sorpresa sul palco una nuova versione di “Triangolo“, la sua celebre hit datata 1978 e rimasta in classifica per ben 13 settimane; accompagnato da un corpo di ballo di oltre 100 elementi, Zero è tornato sulla scena nella sua veste più trasgressiva e ritmata, che i fans tanto amano.

Il brano, remixato per l’occasione da Paolo Galeazzi, è piaciuto così tanto ai fans da convincere il Re dei sorcini a renderlo pubblico su tutti gli store digitali e chissà se questo non sia il primo tassello di un nuovo progetto discografico di Renato Zero, che lo veda tornare alle sonorità più ritmate che hanno contraddistinto i suoi primi album.

Nell’attesa di conoscere quali saranno i suoi prossimi passi discografici, approfittiamo dell’occasione per porgergli i nostri più sinceri auguri per il suo 68esimo compleanno.

Convegno per i 70 anni di UISP, di Lia Tommi

Alessandria: Sabato 6 ottobre 2018 si terrà ad Alessandria presso il Circolo Canottieri Tanaro di Via Vecchia dei Bagliani n. 540, con inizio alle ore 9,30, il Convegno: “70 anni tra Etica e Lotte per affermare il Diritto allo Sport” – nell’ambito del programma piemontese per i 70° anni dell’UISP .

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L’evento è organizzato dal Comitato UISP Alessandria – Asti con il Comitato Regionale UISP ed è rivolto in particolare a tutte le società sportive piemontesi ,anche non affiliate all’UISP.
UISP nasce nel 1948 per affermare, garantire, promuovere, il diritto alla pratica sportiva dei lavoratori e delle classi più deboli. Garantire pari opportunità e diffondere lo “sport popolare “ era e continua a essere una questione di giustizia, di lotta alle diseguaglianze. Se l’etica è la” Ricerca di ciò che è bene per l’uomo, di
ciò che è giusto fare o non fare “ è naturale per UISP avere un suo comitato etico e un codice che richiama agli ideali, ai valori e al rispetto delle norme contenute nel proprio Statuto/Regolamento i cui articoli definiscono una mission centrata sule pari opportunità, sullo sport come diritto di cittadinanza, l’inclusione.
Il codice etico UISP propone un articolato che va dal rispetto dei diritti e doveri del socio, alla trasparenza degli atti, alle azioni per favorire i rapporti con le società e il coinvolgimento dei soci, a lotta al doping, al lavoro nero, alla correttezza nella stesura dei bilanci. Temi più che mai attuali ed essenziale in ogni attività
sportiva e in ogni fase della politica e della gestione del settore sportivo, per combattere le pressioni che sembrano minare le basi di quello sport popolare che nel 1990 è diventato sport per tutti e che vede protagonisti ogni giorno in tutta ITALIA migliaia di società sportive e di volontari ~. Continua a leggere “Convegno per i 70 anni di UISP, di Lia Tommi”

La realtà dell’ape

almerighi

Il Novecento si solleva con distacco.
La realtà dell’ape è molto più semplice,
vita breve al servizio di chi la schiaccia:
vita scordata senza conforto e filosofia.

Quando sparisce per fumo o distrazione
i poveri ne avvertono per primi l’assenza.
Dove finiscano le ali e inizino le correnti
è mistero da spogliarelliste e fiori del male.

Un giorno sarà trovata esanime sul dorso,
le braccia spente, statica l’espressione,
stessa dignità di Cristo o altri esseri.

Attenzione a che non sia morta invano.

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il nuovo inizio

almerighi

sembra morta
o in procinto di tagliar gole al traguardo,
guerrigliera di sguardo illeso
valorosa, senza nemmeno il labbro spaccato

onore ai censori
animo ai maldestri,
sentitosi in trappola il cuore batte contro il petto
non ha occhi non può vedere dov’è stato amato.

l’acqua vorticando discende lo scarico
dopo averla fugacemente toccata,
scende liscia delle sue asperità.
Semplicemente

sembra morta quando alza la testa
senza essere mai caduta,
il mondo è piccolo (oh quanto manca l’ospite!)
finisce in bianco come sempre il nuovo inizio

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due poesie di Giovanni Sagrini

almerighi

oltre ringhiera 1964

Sono così stanco, così stolto
andato a male
mesto linguaggio metafisico

Cicale, uniche compagne
si stringono, spose fedeli
al loro canto tagliente

Già occhi, asole
inutilmente in cerca
d’abbracci oltre ringhiera

sei tu, luna 1963

teste consapevole
sulla linea deviante
del mio vigore

il tuo pensiero è mio
sei tu, luna
che un po’ rischiara

Giovanni Sagrini nacque a Casola Valsenio (RA) il 21 gennaio 1939. Studente liceale, fu costretto su una sedia a rotelle dall’età di diciott’anni a seguito di un investimento stradale avvenuto sulla provinciale casolana/riolese. Poeta mai pubblicato, i suoi quaderni sono stati ritrovati dopo la morte, avvenuta per complicazioni cardiache nel 1966.

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sei lezioni di recitazione

almerighi

recitazioneOcchiali scuri d’ordinanza,
abitino fucsia e pelle d’oca
su cosce diversamente levigate.
La gente si muove soltanto
per poterti dire – cercami!
Dalle panchine i marziani,
unici soqquadri pericolosi,
coi pantaloni bagnati
guardano non si sa cosa.

Abituatevi a pensare
tipo – vivo sul fondo
di una ciotola di morenti
non – tanto a me non capiterà
oppure – prego lasciate prima
che si laureino i miei figli.
Un percussionista acustico
sottolinea discreto parole
di Ray LaMontagne, chitarra.

Copiare la realtà, farne l’autopsia
non è bellezza – certo fa caldo,
giusto per conversare
vista la malapolitica,
i campionati finiti
i prossimi lontani,
e nella calma, contratto in prova,
la barba cresce,
tacciono i ricordi di famiglia.

Mi sposerò presto, ma se gradite
il mio culo è un’acquasantiera,
molti morenti cercano
posti in piedi pur di restare fermi.
La cosa migliore
è inaugurare la stagione
cercando di azzeccare
il colore degli…

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l’eterno

almerighi

pigsPassano molti camion
quando manca l’acqua.
Ripartono stipati all’inverosimile
di maiali impreparati e nervosi,
trasferiti vivi verso un macello
impensabile a Hollywood.

Céline descrisse la scena.
Appuntava tutto di notte,
valicando i resti della Germania.
Primavera Quarantacinque
il fosforo chiariva,
le cose finivano.

Orecchie arrossate,
occhi bassi, nessuna pietà
per quelle portate arrendevoli.
Seguire attentamente
le istruzioni sotto elencate.

Rimanga cosa ignota ai maiali,
non lo sappiano fino alla fine
all’eterno non piacciono nervosi
potrebbe cambiare fornitore.

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braci

almerighi

dieci e venticinqueQuest’estate fiumi tranquilli
semivuoti, fermi
qualche perla scenderà.
Fare i conti col passato
finisce sempre in rosso.

Il Due Agosto
si sta bene al mare
a cercare la pineta,
fare cose.
Cosa non si darebbe
per una carezza.

I bimbi gridano
inventano parole nuove.
Taccheggiano affetto, braci
qualche avanzo di muro.
Un pacchetto di
– Che piacere conoscerti!
Che non conosceranno mai.

Giovani donne,
perfettine in abiti stampati,
lasciano poco alla fantasia.
Gli uomini invece
sembra abbiano dimenticato
cappotti e giacca.
Chiunque torna a pezzi,
cane senza più padrone.

Voi non dimenticate,
questo è Stato
e sono stati i fascisti
armati da massoni di stato,
mai abbiano pace.

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Bologna Centrale 3 agosto 1980

almerighi

Ma la strage non è avvenuta il Due Agosto alle 10 e 25?
– Sì, e fui fortunato, perché dovevo passare di là il Due Agosto, ma mi negarono le ferie.
– Cosa ricordi?
– La notizia data alla radio dopo una canzone di Bennato, ricordo un sentirmi perso.
– E del giorno dopo?
– La mattina del Tre Agosto la stazione aveva già ripreso a funzionare, dovevo andare a Trento col mio amico Pier Paolo, passammo zitti il varco tra le macerie del sottopassaggio. Ricordo un silenzio pesante, ricordo l’odore. E ancora oggi mi viene da piangere, perché quella “cosa” maledetta è rimasta irredenta.

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Di tanti viaggi leggendari (vi prego non dimenticate)

almerighi

Incolparono una caldaia,
ditelo a quelli della Linea Trenta
non sorrideranno,
tutti sanno chi è stato
nessuno lo sa.

Sabato è sempre ieri,
qualcuno si è perduto subito
e non è mai stato ritrovato,
qualcuno maledice,
ricordare diventa un lusso.

La stazione riprese il traffico
già la mattina dopo,
il tempo necessario
per dare ordine alle macerie
per tenere a bada il dolore.

Quando torno in stazione,
cerco quel profumo al papavero
che ti piace tanto,
poi rivedo lo spacco
vicino alla stanza delle coccole.

Di tanti viaggi leggendari
ricordo soltanto questo,
mai partito. Irredento.

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fotomodella

almerighi

Ferrara è bellissima, una fotomodella,
ripensando qualcuno che non c’è
passeremmo insieme un pomeriggio raro
da non finire mai.

Ha tre quattro punti conturbanti
nel proprio corpo arredo urbano.
Ogni anno passa dalle nebbie all’afa
senza soluzione di continuità:
sua è la stazione
dove non si vorrebbe mai scendere.

Ricorda alcune belle donne passate di qui,
corpo splendido, naso adunco;
l’attimo non sempre è stato felice.
Cifre del cuore non troppo manierate
e la nuca quotata in borsa.

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dal cuore fin sugli occhi

almerighi

non fomentiamo secche,
l’incaglio sarebbe lungo, la vita breve
abbandonata su siepi di bosso mai cimate

il profumo, un’arte,
partendo dal cuore fin sugli occhi
pronti a vedere e non tacere
il prodigio ordinario di ogni giorno
e la sera certa, lontana

amore e muse pronte a lasciare,
assorte in preghiera a un destino piatto
fuori orario, mai piegato
alla pazienza di lasciarlo vivere

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in un pressappoco d’amore

almerighi

bellezza già vissuta

di tanta voluttà pigra e centellinata
resta un sogno tra muri color mollica,
passi frettolosi e senza nome
camminano la strada prima del caldo,
la nebbia non esiste

solo qualche carezza
lascia passare l’idea di un nuovo giorno
cui darsi assenti.
Violaine non porta altro desiderio
oltre il suo amorino di peltro,
baci spiovuti e occhi chiusi.

Dio è ancora militare,
occhi guardano occhi,
riso tra i capelli separati da una riga.

Manchi, suona l’operetta di passaggio,
gambe allacciate
in un pressappoco d’amore,
manchi tu.

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memoriale apocrifo di un clandestino

almerighi

Oggi è domenica,
una volta capitava di vestirmi meglio
mangiare la minestra;
oggi è pane e brace.

I soldi bastano appena per un treno:
la mia bimba non c’è più
domani compie gli anni,
prenderò il treno
terrò tutto per lei.
Vieni cane, fai gli occhi dolci
non ci sono soldi
per biglietti e museruola.

Voi curiosi indifferenti,
poeti del cazzo, cosa guardate?
Il copione è scritto.
Il capotreno chiamerà la polizia,
mi faranno risalire
per non tardare troppo, sono italiano.
Voi invece, senza speranza,
finirete tutti dimenticati a ingiallire
su bancarelle di quartiere
e nemmeno bene in vista.

Ad ogni buon conto mi specchio
negli occhi tristi del cane
prima che me lo portino via,
mi alleno a sorridere.
Arriverò con le tasche vuote,
niente resto,
quel regalo dovrò rubarlo:
se mi prendono
non ti potrò baciare figlia.

Una forcina caduta sul pavimento
è indifferente a chiunque la pesti,

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