Roberta Borgia poetessa, si presenta ai lettori di Alessandria today

Roberta Borgia poetessa, si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la biografia della poetessa Roberta Borgia, della quale in seguito verrà pubblicata anche un intervista in esclusiva per il blog.

roberta-borgia

Roberta Borgia nasce a Messina nel 1982.

Accoglie con gioia il giudizio che viene dato alla poesia Ricordo: “L’incipit lascia supporre l’approdo del pensiero dopo un viaggio che la lirica non spiega. E’ una poesia da leggere in ciò che non dice: breve , intensa, cerebrale” – (7° Premio Nazionale Dino Bavona)

La stessa viene definita ” un testo più di altri avvolto da un senso oscuro, eppure poco importa, di loro ugualmente ci pervengono le suggestioni di quell’onda che va alla riva e placa, che sospinge all’approdo, alla terra ferma, alla compiuta sponda….”

“Roberta Borgia si sa raccontare, conosce il passo della parola più lieve, che ti cammina di fianco, mansueta ma non asservita, sempre vigile nello sguardo al mondo… Mostra il passo agile della parola talentuosa che sa rendere grandi le piccole cose e ricondurre l’infinito nell’alveo delle parole, all’argine della nostra dimensione umana. Misura l’immisurabile e contingenta l’infinito”. (Estratto non integrale dalla recensione rilasciata dalla Fondazione Mario Luzi-www.marioluzi.it)

La sua poesia Messina è stata letta da Alessandro Quasimodo, nell’ambito del progetto “Alessandro Quasimodo legge i poeti contemporanei”

Recentemente, ha ricevuto una menzione di merito nel Premio Internazionale Salvatore Quasimodo”

Vive a Messina con il marito e i figli,  immersa nella natura dei colli peloritani che si affacciano sullo Stretto di Messina.

LA POESIA

La poesia odia il poeta che l’assiste
senza lo sguardo a quell’altrove intimorito.
Odiava anche l’arma vuota d’inchiostro

mentre parlavi di te e io annuivo,
fingendo di costruirti una memoria.
“Stare fuori, chiusi d’ansia e di rumori”

Solo questo hai lasciato impresso,
un pensiero tronco.
Ma bene ai poeti che s’amano

per gioco, compagni di birra
e affogati di consensi.
Io preferisco l’acqua, così scontata

e sporca dei detriti che ha limato.
L’inghiotto così, sotto occhi perentori
e lucidati. E ho un po’ vergogna

quando m’attardo e sbadiglio, per
l’eccitazione del brindare alle preghiere
soporifere di queste anime accese.

Mio padre

Non avevi detto che è il riscontro di una piena verità
a muover tutto, senza che la pace della fede ci assorba
e che il lieto tramortisca questa corsa?

Non avevi detto che i tuoi occhi s’invaghivano di ogni cosa
lasciando a me l’eredità di una battaglia già persa
-ma che importa? Non c’è tempo, abbiamo fretta.

Non avevi scongiurato lo squallore di trovarmi sotto
il palco ad applaudire, quando già il si pario si fosse
chiuso davanti alla tua morte? E allora,

perché siedo ancora, rossa in viso e presuntuosa,
che trentadue anni sono troppi per proclamarsi orfana?
No, Poesia, non venirmi a chiamare proprio adesso.

Avevo un padre, ed è morto. Punto.
Vuoi sbiadire, sbeffeggiare, insabbiare?
Scendi qui perché la morte è universale?

Certo è sciocco stringersi da soli in questa morsa,
vacillare sul suo corpo spento e gettarlo nel fuoco.
Ma la catarsi non è ammessa in questi versi.

Strozzerai la mia pena un altro giorno.
Non avevi detto padre: un po’ di vita
un po’ di sonno?

La vera bellezza

Se d’un tratto divento quiescente
finché mutano il mio sangue e il mio prezzo
linee d’ombra insidiano il tragitto
nascondendo fessure e rilievi.

Cos’è questa pena già espiata, questa
tratta di vergini aforismi, come ancora
di chi si vende ad una ressa
ma nell’agio di un incontro pregresso?

e poi nel chiedermi se resistere
schivando e scivolando via carponi
scorgo presto in quel timido vocio
un dubbio, una domanda, una pulsione.

Sottomessa e spinta da un vago
rimprovero, mi accosto
accondiscendente e privilegiata.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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