Dammi le ali, di Valerio Villari

Roberto_Ferri_-_Angelo_Caduto

Oh notte di sogno,

oh incanto di vita,

sono come angelo,

che vuole volare

l’aria del giorno,

riscaldata dal sole

caldo,

come il suo cuore.

Ti vivo

e sogno

di nuotare nel mare,

sapore di lei

sulla mia pelle

e tu,

oh si, tu

notte cara

che con il fuoco

delle tue stelle

da lei vuoi condurmi,

dammi le ali,

dammi le ali

per volarti dentro;

qualora

mancasse la luna.

qualora

coperto, fosse il cielo

da nuvole ribelli

e non raggiungessi

il suo bacio,

come quello delle

onde del mare,

fugace, intenso

bagnato,

sulla sabbia

del desiderio,

si spegnerebbero

le cicale tra i

cespugli di rose

e non vivrei,

non amerei,

non potrei dare

ciò che posseggo,

ciò che ho dentro.

Cammino

tra le scogliere

del cielo,

tra le parole

che nascono

nelle galassie

lontane

e scrivo,

scrivo il riflesso

sul metallo

dei satelliti

che mi acceca

se non volto il

capo al buio,

all’infinito,

nella notte

che dura.

Oh notte,

cara notte,

figlia di questo

universo

che non conosco,

dammi le ali

dammi le ali

e un nuovo giorno

che mi entri nel

petto e tra i

cespugli di rose,

dove le cicale,

morenti attendono,

con me aspettano,

di brillare con

il bianco del

suo candore e tu,

tu resuscita

questi versi e

dammi le ali,

dammi le ali

e il vento

e l’acqua del mare

ed apri le finestre,

posso ancora

volare,

vincendo l’infinito

e tu sarai alba

ed io sarò chiarore

e tutti il resto,

oh si, notte amica,

tutto il resto

sarà amore,

se mi darai le ali,

se mi darai le ali.

Valerio Villari

14 Agosto 2018

[Immagine: “Angelo caduto” Olio su tela 50×50 – 2011]