La porta

Il suono della parola

Lasciai aperta la porta, uno spiraglio piccolo ma sufficiente a permettere l’ingresso al cambiamento. La tana dei navigli diventò accogliente e piena di colori. Amavo i libri allineati sugli scaffali, i quadri alle pareti, la luce delle finestre e quel profumo di sandalo che percepivo entrando in casa.
Patrizia alle mie spalle, minuta e forte, vestita con un kimono di seta frusciante. In mano una bottiglia e due bicchieri. La mia piccola gheisa milanese, pronta a esaudire ogni desiderio.

Guido Mazzolini (dal romanzo “Un celeste divenire”)

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Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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