5 settembre 1938, di Cristina Saracano

Ottant’anni fa l’allora re d’Italia, Vittorio Emanuele III , contro firmava, per accettazione, le prime leggi razziali volute da Benito Mussolini.

Con queste, gli ebrei non avrebbero più potuto frequentare le scuole insieme agli italiani “ariani”, e non avrebbero più potuto esercitare molte professioni come il medico, l’insegnante, il dipendente pubblico.

La libertà veniva fortemente limitata a tutti i cittadini di origine ebraica e alle loro famiglie: era il primo passo verso quel periodo buio della nostra storia, che ha come protagonisti solo orrore e morte.

In questi giorni se ne parla ancora.per svariati motivi: per non dimenticare, ma anche per dare motivazioni o giustificazioni a certi episodi.

Io credo di aver sentito la frase migliore da Rita Levi Montalcini, lei disse che, grazie al fatto di essere ebrea, le era proibito uscire e frequentare scuole pubbliche, quindi stette per anni in camera sua a esercitarsi in esperimenti scientifici, che, direi, hanno dato ottimi risultati.

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