«Alfabeto arabo-persiano. Quando le parole raccontano un mondo» di Giuseppe Cassini e Wasim Dahmash , recensito da Chiara Cruciati

"Strane cose", il blog di Ettore

CULTURA

Una storia di incanti, lunga quattro millenni

SCAFFALE. Una installazione di Pascal Marthine Tayou (2015)

Per comprendere una cultura il classico suggerimento è impararne la lingua. Dialogare con lo stesso idioma permette di vedere quel che prima era invisibile, di interpretare attraverso il vocabolario anche le strutture mentali, individuali e collettive. Nel caso dell’arabo il consiglio è il più azzeccato (basta essere consapevoli del significativo impegno richiesto). Primo passo per il novello studente è imparare le lettere: decifrare i segni sinuosi, il tratto sicuro e dolce, non serve solo a esprimersi ma a entrare in un altro mondo.

SECONDO CONSIGLIO: in presenza di un plurilinguismo, i dialetti locali (dal magrebino all’egiziano, dal levantino a quello del Golfo), meglio focalizzarsi sull’arabo classico, il fusha, dal 18 dicembre 1973 una delle sei lingue ufficiali dell’Onu. Così, a fronte dell’impegno profuso, sarete al riparo dall’infausto…

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Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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