GENTILE, di Gianfranco Galasso

GENTILE, di Gianfranco Galasso

GENTILE

Olivio era lo stalliere di Gigetto commerciante di cavalli di Malafesta, il paese addossato all’argine di quel ramo di fiume morto che serviva da sfogo quando il Tagliamento era in piena.
Il suo compito oltre ad accudirli con tutte le attenzioni del caso affinché fossero sempre in perfetto ordine per poterli vendere al miglior prezzo possibile, li portava tre volte al giorno ad abbeverarsi all’unica fontana del paese.
Era uno show sempre affascinante assistere al rito dell’abbeveraggio che Olivio offriva con sei cavalli per volta e tutti a pariglia che nemmeno al circo si manifestava tanta maestria.
Olivio era padre di quattro belle ragazze e, tra queste, Gentile era la delicata e sincera bellezza che eccelleva.
Da tutto il circondario, Malafesta era considerata una enclave di belle ragazze.
Molto probabilmente era la conseguenza della guerra appena finita che con la terra povera di risorse forgiava dei corpi delicati e attraenti.
Questa circostanza aveva creato una situazione di gelosia tra i giovani nativi che non accettavano che giovani di altre contrade venissero a cogliere da fiore in fiore.

Vari espedienti e i più sofisticati erano messi in pratica per arginare questa diuturna offensiva, ma era sempre una partita persa in partenza perché erano anche le ragazze a remare contro.
Nino il geometra, era un intrepido e valoroso pilota che durante la seconda guerra mondiale si divertiva a passare con il suo aereo sotto i ponti di casa, quale sfida al nemico tedesco, e poi li bombardava.
Era il pomeriggio di un’assolata domenica di luglio a guerra appena finita.
L’ora propizia per le ragazze di Malafesta, in barba ai facinorosi compagni, di fare la rituale passeggiata dei corteggiamenti.
Nino, che passava lentamente con la sua moto per non sollevare troppa polvere sulla bianca strada, si fermò e fissò Gentile.
Un fulmine a ciel sereno saettò tra i loro sguardi, e l’incantesimo li concupì.
E qui, tra le due famiglie, ognuna nel chiuso del loro focolare, che a quel tempo comandavano peggio di una dittatura, si scatenò una guerra che tutte le altre guerre, anche quelle a venire, non avevano paragoni.
La famiglia di Nino, che abitava ad una decina di chilometri, in particolare la madre, dall’alto del suo benestante stato sociale, con la scusa che Gentile era di povera e numerosa famiglia, si opponeva mettendo in campo tutte le forze e conoscenze affinché il figlio si accasasse con una donna di miglior censo: ne andava della loro onorabilità.
Anche la famiglia di Gentile si opponeva fieramente e strenuamente perché convinta che il geometra violasse il candore innocente della figlia per poi, dopo essersi ben trastullato, abbandonarla al suo marchiato destino di miseria e sofferenza.
Gentile e Nino, per fuggire a quegli asfissianti e incrociati fuochi, avevano trovato il modo di eludere i loro controlli trovandosi solo di domenica, giornata di libera uscita per Gentile, a metà della strada che da Malafesta congiunge le quattro case di San Mauro. Quando erano le due del pomeriggio, immancabilmente Nino arrivava con la sua moto e lei con le sue amiche qche veniva a piedi da Malafesta saliva abbracciandosi a lui se ne andavano verso la loro felicità, che il vento amabilmente scioglieva nei capelli lunghi e ondulati di Gentile in quella distesa di assolata terra che solo la pianura padana ti fa sentire in paradiso.
Per diversi anni nessuno volle credere a quest’idillio così sublime, per tutti era inconcepibile e irrealizzabile, anche per le persone più smaliziate. Un giorno, prima che la paglia maturasse le nespole, l’irriducibile madre di Nino capitolò e sebbene si comportasse poi da suocera presuntosa e biforcuta, trovò in Gentile conforto e serenità, anche negli ultimi istanti della sua vita, quando Gentile le inumidiva le labbra secche con un fazzoletto intriso d’acqua zuccherata.

P. S.

Nino, fra l’altro, fu l’inventore del super scooter auto stabile brevettato nel 1987 e presentato al Salone Internazionale delle Invenzioni di Ginevra.

Scrisse poi alla Piaggio se erano interessati. Risposta negativa. Nel 2006 un anno dopo la cessazione del brevetto di Nino, la Piaggio lo presentò chiamandolo Hybrid MP3. Nel 2009 entrò in commercio e il mensile Euromoto lo definì Capolavoro dell’industria italiana; ovviamente senza nulla riconoscere a Nino.

GENTILE, di Gianfranco Galasso

P. S.

Nino, fra l’altro, fu l’inventore del super scooter auto stabile brevettato nel 1987 e presentato al Salone Internazionale delle Invenzioni di Ginevra.

Scrisse poi alla Piaggio se erano interessati. Risposta negativa. Nel 2006 un anno dopo la cessazione del brevetto di Nino, la Piaggio lo presentò chiamandolo Hybrid MP3. Nel 2009 entrò in commercio e il mensile Euromoto lo definì Capolavoro dell’industria italiana; ovviamente senza nulla riconoscere a Nino.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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