Istantanee, di Patrizia Nosengo

Istantanee, di Patrizia Nosengo

Patrizia

Alessandria: Lo si vede ogni giorno, inginocchiato, con le mani giunte in un antico gesto di preghiera, su un tappetino minuscolo, a metà della via principale della città.

E’ piccolo, magrissimo, il volto imperturbabile scavato nel legno, che impedisce di indovinarne l’età: forse è giovane come una palma appena nata nella giungla da cui viene, forse è vecchio come il mondo. Non disturba alcuno; soltanto, quando si avvicina un passante, ripete come un mantra buddista “Buongiornobuongiornobuongiornobuongiorno…” a voce bassa e cantilenante.
Questa mattina gli si sono avvicinati due poliziotti, uno dei quali gli ha detto, ma con voce bassa e gentile, che lasciava intendere che lo stava facendo per dovere e senza alcun livore: “Andiamo, dai”.

Si è alzato silenzioso e imperturbabile, a capo chino ha camminato veloce fino all’angolo, con le ciabatte troppo grandi che picchiavano sul selciato, con un antico schiocco, come sulle strade di Calcutta o Benares. E’ scivolato via.
Al ritorno era nuovamente lì, memoria della sofferenza del mondo per noi che passavamo satolli e indifferenti.

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