Polmonite nel Bresciano, oltre 150 casi

Polmonite nel Bresciano, oltre 150 casi

Polmonite

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Ats raccomanda di sostituire i filtri dei rubinetti o di lavarli con anticalcare, di lasciar scorrere l’acqua calda e poi la fredda prima di utilizzarla, allontanandosi dal punto di emissione dopo l’apertura dei rubinetti ed aprendo le finestre.

Viene anche suggerito di portare la temperatura dell’acqua calda a 70-80°C per tre giorni consecutivi assicurando il suo deflusso da tutti i punti di erogazione per almeno 30 minuti al giorno Tweet 09 settembre 2018

Potrebbe essere un batterio presente nell’acqua la causa dei centocinquanta casi di polmonite registrati nella bassa bresciana. Solo gli accessi al Pronto soccorso degli ospedali della zona sono stati 121, ma i casi di polmonite superano i 150.

Sono stati disposti accertamenti sulle morti di un 85enne di Carpenedolo e di una 69enne di Mezzane di Calvisano, nel Bresciano.

“A quanto riferito da ATS entrambe le morti nel distretto interessato dei casi di polmonite non sono dovute a legionella”, ha detto all’ANSA il sindaco di Carpenedolo, Stefano Tramonti. Ats di Brescia sta effettuando le analisi degli acquedotti perché si ipotizza che l’epidemia sia dovuta ad un batterio presente proprio nell’acqua.

“Dei 121 accessi al Pronto soccorso per polmonite 109 sono residenti o domiciliati nel territorio di Ats Brescia, 12 sono residenti o domiciliati in Ats Valpadana. Sul totale degli accessi, 107 sono ricoverati”, fa sapere la Regione Lombardia attraverso l’assessore Giulio Gallera. Anche l’Istituto Superiore di Sanità è coinvolto nel percorso di valutazione della situazione.

Nel pomeriggio a Brescia si è tenuto un vertice tra Ats, l’agenzia di tutela della salute, e i responsabili degli acquedotti della Bassa bresciana per valutare il possibile collegamento tra i casi di polmonite e la presenza di un batterio nell’acqua.

“Il personale di vigilanza del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria e del Laboratorio di Sanità Pubblica di ATS Brescia – ha spiegato Gallera – è impegnato nella verifica della rete idrica dei comuni interessati. In particolare i tecnici dell’Igiene stanno realizzando campionamenti delle acque potabili mentre il Laboratorio ha in corso analisi specifiche i cui esiti saranno disponibili nei prossimi giorni”.

Nel frattempo da Ats è stata inviata una nota ai sindaci dei comuni bresciani interessati, con alcune norme da seguire in questa fase anche se è stato assicurato che “non esiste alcun tipo di rischio per l’utilizzo dell’acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell’attività nelle varie comunità, tra scuole e luoghi di lavoro”, sottolinea la Regione Lombardia.

Tra le richieste fatte alla popolazione ci sono quelle di sostituire i filtri dei rubinetti o di lavarli con anticalcare, di lasciar scorrere l’acqua calda e poi la fredda prima di utilizzarla, allontanandosi dal punto di emissione dopo l’apertura dei rubinetti ed aprendo le finestre. Viene anche suggerito di portare la temperatura dell’acqua calda a 70-80°C per tre giorni consecutivi assicurando il suo deflusso da tutti i punti di erogazione per almeno 30 minuti al giorno.

A luglio nell’hinterland milanese è scoppiata l’emergenza legionella: 52 i casi accertati, quattro le persone morte. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Polmonite-nel-Bresciano-oltre-150-casi-31593e53-06ee-4d57-9272-0f3f7eb732d7.html

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