Campione olimpico di tiro con l’arco ospite della Cittadella dello Sport, di Lia Tommi

Sabato 8 settembre la “Cittadella dello sport e del Benessere ” ha ospitato il campione olimpico di tiro con l’arco Marco Galiazzo, a cui è stato conferito un riconoscimento.

L’arciere italiano Marco Galiazzo nasce a Padova il giorno 7 maggio 1983. Con la sua medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004 è diventato il primo italiano campione olimpico nella storia del tiro con l’arco nazionale.

Galiazzo inizia a tirare con l’arco alla tenera età di otto anni; è il padre Adriano che gli trasmette la passione per questo sport ed è lui che sarà sempre il suo allenatore. La prima vittoria significativa di Marco arriva ai Giochi della gioventù del 1993, quando ha solo dieci anni.

Ancora minorenne, a sedici anni, viene convocato per entrare nella Nazionale Italiana di Tiro con l’Arco.

La società per cui gareggia è la Compagnia Arcieri Padovani con la quale arriverà a conquistare l’oro olimpico. Quando nel 2004 Marco Galiazzo vola in Grecia, ha nel suo palmares un secondo posto ai mondiali juniores indoor del 2001 e un primo posto ai campionati europei del 2004.

Così, in punta di piedi, fa fuori un avversario dopo l’altro facendo appassionare sempre più gli italiani, che seguono in tv questo giovane sconosciuto. Si arriva al 19 agosto 2004, giorno della finale. Il luogo è il mitico Panathinaiko Stadium, arena dove si tenne la prima Olimpiade dell’era moderna nel 1896. Galiazzo nella gara maschile individuale supera il giapponese Hiroshi Yamamoto, in un’appassionante gara al limite della concentrazione. Una bellissima medaglia d’oro per lui e per l’Italia intera. Dopo alcuni insuccessi italiani fin lì visti ai Giochi, la medaglia di Galiazzo arriva inattesa, anche per lui stesso, e quindi ancor più bella.

Nella circostanza c’è da riportare anche la grande delusione giapponese; La Gazzetta dello Sport scriveva: “Galiazzo colpisce al cuore un’intera nazione, il Giappone, accorsa con decine di inviati, fotografi e cameraman per celebrare la gloria di Hiroshi Yamamoto, a caccia dell’oro – a 41 anni – cinque lustri dopo il bronzo di Los Angeles. Niente da fare, l’inno lo fa suonare il ragazzone 21enne di Padova (90 kg di peso forma su 182 cm di altezza), un pezzo di ghiaccio con occhiali da vista (solo una diottria di deficit, però) nascosto insieme alle proprie emozioni sotto un cappellino calcato sulla testa come un elmo.”

Tornato in patria Marco viene nominato Commendatore, con Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Ciampi.

Dopo la conquista dell’oro di Atene entra a far parte della società A.S.D. Arcieri Rio. Il successivo grande obiettivo sono le Olimpiadi di Pechino 2008, e Marco si avvicina all’appuntamento incassando nel mese di gennaio il primo posto ai Campionati italiani di Reggio Emilia. A marzo ribadisce a tutti di essere in forma vincendo il titolo di Campione Europeo Indoor, agli XI Campionati Europei e del Mediterraneo, che si sono disputati a Torino. A Pechino porta a casa una medaglia d’argento a squadre (con Mauro Nespoli e Ilario Di Buò) perdendo la finale contro la Corea del Sud. Torna sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Londra 2012 vincendo l’oro insieme ai compagni Michele Frangilli e Mauro Nespoli.

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