Gianmaria.

Grigio antracite

Alla sera papà scendeva ai campi e mi portava a dare lo zucchero ai cavalli. Era come dare caramelle ai bambini.

Mio fratello preferiva giocare con gli altri ragazzini, urlando a squarcia gola in interminabili sfide di murra, prendendosi a secchiate d’acqua alla fonte di Su Lumarzu, sbirciando sotto le lunghe sottane delle donne che scendevano a lavarsi o a fare i loro bisogni per strada.

A me piaceva faticare, correre. Imboccare una stradina a caso e percorrerla fino a perdermi, raschiandomi tra i rovi delle more. Ogni tanto salivo a Cuccuru de Pischinas e , da un masso gigantesco che forma il suo cucuzzolo, spingevo il mio sguardo lungo la piana di Santa Lucia, i nostri pascoli, i nostri granai. Il vento mi sferzava le guance, mi sentivo un re.

Oggi a Rebeccu il tempo si è fermato; le stradine sono immerse nel silenzio, le porte sbarrate…

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Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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