Valeria Yurlovich fotografa professionista, quando l’arte della fotografia non è un optional

Valeria Yurlovich fotografa professionista, quando l’arte della fotografia non è un optional

di Pier Carlo Lava

Ho incontrato Valeria Yurlovich, una fotografa professionista con lo studio in via Marengo 70, Alessandria per un intervista, ecco le sue risposte alle nostre domande. Ringrazio Valeria per l’interessante intervista e per chi dopo averla letta volesse ulteriormente approfondire il suo sito è il seguente: https://www.fotograf-fy.it/

Tu non sei italiana, perciò ti chiedo ci vuoi raccontare dove sei nata e qualcosa della tua città di origine?

Esatto, diciamo – italiana acquisita  Sono nata a Minsk, in Bielorussia. E’ una città bellissima, la capitale, grande ma non grandissima (circa 2 mln di abitanti), abbastanza moderna (quasi interamente ricostruita nel primo dopoguerra), ma con una ricca storia e cultura…

Quando e come è nata la tua passione per la fotografia?

Bella domanda… scatena un mucchio di emozioni e bellissimi ricordi dentro di me…  Ricordo benissimo la prima foto in assoluto che ho fatto.  Avevo 7 anni quando ho preso in mano la vecchia macchina fotografica con il rullino… ed è stato amore a prima vista. Dopo non ho più abbandonato la mia ‘nuova amica’. Fotografavo di tutto e dappertutto specialmente nei viaggi. Tornavo sempre con una marea di pellicole da sviluppare ed e’ sempre stato il momento più atteso del viaggio – sfogliare le foto appena stampate e rivivere i momenti da ricordare… Ancora prima, da piccola (anzi, da piccolissima) sfogliavo i vecchi album di famiglia o rovesciavo le scatole piene di vecchissime fotografie in bianco-e-nero e le potevo guardare per ore e ore… Quando avevo 16 anni ho fotografato il mio primo matrimonio. Mi sono fatta prestare da un caro amico una delle prime DSLR, sempre con la pellicola e ricordo ancora oggi le emozioni e la responsabilità che sentivo immortalando quei momenti unici e irripetibili… quei momenti che possono essere rivissuti in seguito solo guardando le fotografie…

Quali sono state le tappe più importanti della tua vita, prima di arrivare in Italia?

Diciamo che ho sempre avuto una vita movimentata e ricca di eventi. Innanzi tutto ho due lauree: in Filologia con 110 e lode e menzione d’onore (lingue e lettere) e Italianistica e critica letteraria. Un’altra mia passione sono le traduzioni.  Traducevo per i festival del cinema, traducevo le poesie (p.es. Eugenio Montale) e l

a prosa d’arte, vincevo concorsi importanti durante l’anno accademico.  D’estate scappavo dalla routine quotidiana negli Stati Uniti, dove lavoravo come fotografa in un noto studio del New Jersey  per cui ho vinto anche dei premi nei concorsi internazionali di AAPI a Las Vegas.

E’ stata la mia vita per quattro anni: un’estate ricca e piena di emozioni come fotografa negli States e il ritorno agli studi, ai corsi di fotografia e al lavoro a Settembre… L’ultimo anno, avendo già una laurea e la professione in mano, ero molto tentata a rimanere,  ma mi e’ arrivata una proposta di continuare gli studi a Trento e sono partita. Cosi’ mi sono ritrovata in Italia questa volta non per vacanza o lavoro, ma per sempre. Qui ho conosciuto il mio futuro marito e il resto lo conoscete già…

A tuo avviso chi sono i più grandi fotografi a livello italiano o internazionale oggi?

Al livello internazionale sicuramente Henri Cartier-Bresson, il padre della fotografia contemporanea. E’ lui che ci ha insegnato che nulla è per caso e lo scatto più spontaneo e naturale in assoluto è nello stesso

tempo lo scatto che potevi aspettare per ore e ore, prima di vedere e riuscire a catturare questa ‘spontaneità’. A livello italiano invece non posso non citare il grande Oliviero Toscani e nonostante tutti gli scandali collegati al suo nome rimane sempre un grande artista e innovatore… uno che pur provocando e rischiando ha avuto il coraggio di andare sempre avanti ed oltre il banale… tra l’altro ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona…

Quali sono stati i  motivi per i quali hai deciso di stabilirti nel nostro paese e di aprire uno studio fotografico?

– prima di tutto, anche se suona abbastanza banale, è l’amore… Qui, durante gli anni di studi, ho conosciuto mio marito. Poi mi sono laureata, ci siamo sposati e abbiamo deciso di tentare qualcosa di diverso.

Perchè lo studio fotografico? L’alternativa era l’agenzia di traduzioni, ma ha vinto la vecchia passione e la vena artistica. Come ha detto Confucio ‘fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita’  ed io amo la fotografia con tutto il mio cuore…

Quali sono le tecniche di base da adottare per fare una buona fotografia in esterni e in interni?

Prima di tutto e’ buon gusto e buona ‘visione’ (non la chiamo adesso composizione). Praticamente è una capacità di vedere lo scatto e l’inquadratura migliore in qualsiasi situazione anche senza la tua macchina fotografica. Una volta hai imparato di vedere la bellezza anche nelle cose quotidiane e banali – complimenti, hai adottato una tecnica di base per fare una buona fotografia. Tutte le altre tecniche le puoi acquisire ‘strada facendo’, studiando e praticando.

Come per ogni madre c’è il figlio o la figlia prediletta, perciò a te chiedo, qual’è la tua macchina fotografica preferita?

Per me è la Nikon, anche se il mio primo matrimonio l’ho fotografato con una Canon prestata. Non si può dire qual’e’ meglio e qual’e peggio; e’ solamente un’abitudine e una comodità personale. Io mi trovo molto bene con la Nikon, anche se per vari lavori ho provato macchine fotografiche diverse.

Ci puoi parlare dei servizi che offri ai tuoi clienti, sia in studio che sul field?

Noi prima di tutto ci posizioniamo come studio fotografico per le famiglie. Fotografiamo maggiormente matrimoni, bambini e famiglie e neonati. Distinguo i neonati dai bambini perchè ci vogliono padronanze di tecniche e conoscenze assolutamente diverse per fare un buon ritratto di neonato (sono foto in pose dolcissime, maggiormente quando il piccolino dorme e si fanno entro i 14 giorni di vita). Diciamo che il nostro ideale sarebbe di fotografare il matrimonio e seguire la giovane famiglia nelle tappe più importanti della loro vita (dolce attesa, nascita, newborn, Battesimo, vari servizi ai bambini (per. Es lo SmashCake, quando il bimbo distrugge in studio la sua prima torta di compleanno, ecc), comunione, cresima). Dall’altro lato eseguo anche servizi commerciali: come per esempio gli shooting per i Gioielli dalla Terra un noto marchio di gioielli del nostro territorio per cui facciamo lo still life e anche l’indossato, e altri brand, o portfolio per le aspiranti modelle…

Quale è stato, dove e perchè il servizio più originale che hai fatto sinora?

Devo rispondere in SALA PARTO, anche se vorrei che questo servizio un giorno fosse percepito come una cosa assolutamente normale e naturale, non di sicuro originale… Collaboro con diverse ostetriche ed ho il permesso di entrare in sala parto dell’ospedale (ovviamente solo se vuole la futura mamma) e, secondo me, e’ il regalo più bello che si può lasciare a se stessi e al figlio: i momenti più belli, più toccanti e emozionanti della nascita. Sono servizi che mi rimangono sempre nel cuore, servizi pieni di magia. Praticamente diventi il testimone del miracolo della vita… ed e’ indescrivibile. Riesci a catturare delle emozioni che nessuno poi ricorderà di avere, se non sfogliando le fotografie.

Le mamme spesso piangono di gioia e commozione riguardando questi scatti e rivivendo la magia del momento ed io ovviamente in questo momento così delicato lavoro ‘travestita da fantasma’, divento invisibile, un’umile e silenzioso osservatore del miracolo.

Dal tuo punto di vista come è cambiata Alessandria da quando sei arrivata ad oggi?

Alessandria… ho un rapporto abbastanza difficile con questa città però mi piacerebbe credere che sta cambiando in meglio (o mi sto abituando io?), diventando un po’ più aperta e più viva. Un cambiamento che ho notato e’ che in questi 6 anni da quando ci abito è diventata molto piu’ pulita. C’e’ ancora tanta strada da fare, ma sta cambiando, sta migliorando.

Per finire, ci puoi parlare dei tuoi programmi futuri e dei sogni nel cassetto?

Guardi ci sono sicuramente tantissime cose che ‘bollono in pentola’

E’ un periodo di grande crescita per me dal punto di vista personale e così anche professionale.  Non ho più paura di pormi davanti obbiettivi anche molto ambiziosi e spero che non rimangano solamente chiusi nel cassetto. Non parlerò qui di sogni, sono una cosa molto delicata, però vi chiedo di augurarmi buona fortuna!

Ringrazio Valeria per l’interessante intervista e per chi volesse approfondire il suo sito è il seguente: https://www.fotograf-fy.it/

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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