Le poème d’à côté : le Beau Navire de Baudelaire

Littérature portes ouvertes

Ce sont toujours plus ou moins les mêmes poèmes qui fleurissent dans nos anthologies. Fort de ce constat, je vous propose de redécouvrir les grands maîtres de la poésie française en explorant un poème initialement paru juste avant ou juste après un poème très célèbre. Aujourd’hui, rouvrons les Fleurs du mal de Baudelaire.

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Avere gli stessi gusti a tavola per una coppia crea affinità

Creando Idee

Quanto conta il cibo nelle nostre vite? Sicuramente dopo aver passato un estate tra cene, aperitivi, e feste in molto, ma oltre al peso, il cibo è anche sinonimo di salute, gusti, abitudini, passione e perché no, per alcuni arte. Quindi è così assurdo pensare che il cibo influenzi anche l’affinità nella coppia? Se reagite così all’odore del vostro piatto preferito, certamente influenzerà anche la vostra relazione, guardate: Secondo una recente indagine condotta da Knorr, il 78% degli innamorati ha dichiarato di avere una relazione stabile e felice, basata anche sulla condivisione dei gusti a tavola. Inoltre a quanto pare se si ordinano le stesse cose al primo appuntamento, si ha più possibilità che ci sia un seguito, perché gusti affini creano più complicità e fiducia. Non sarebbe solo una questione di DNA, in cui chiaramente se a uno piace più il salato e all’altro il dolce, c’è poco…

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Il primo passo

Creando Idee

«Anche il più lungo dei viaggi comincia con un piccolo passo», come ci indica l’antica saggezza cinese con le parole di Lao Tse. Il problema è scegliere bene il primo passo; che si tratti di scegliere le ferie al mare, di iniziare un lavoro, di scegliere una relazione d’amore,difatti, nella maggioranza dei casi, le persone sanno quello che vogliono ma non sanno bene come ottenerlo, oppure sanno come ottenerlo ma sbagliano nel muoversi in quella data direzione. L’errore più frequente è proprio nell’inizio dell’agire verso lo scopo desiderato. Questo, in virtù del fatto che, o spinte dall’entusiasmo, accelerano troppo il processo e vanno fuori strada, o al contrario, limitate dalla paura, vanno troppo lente e insicure. O ancora, convinte troppo delle proprie teorie, procedono senza considerare i feedback di ogni loro azione e finiscono per inciampare su ciò che non hanno considerato. C’è poi chi, che per…

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Vita da Gender X: “La gente mi chiede se non uomo e donna. Ma io mi sento semplicemente Gabe”

“Mio padre fa fatica a credere che questa situazione si applichi a me. Ma ha detto che mi sarà accanto, sempre. Ai giovani come dico dico: non vi arrendete, qualcosa sta cambiando”… continua su: Vita da Gender X: “La gente mi chiede se non uomo e donna. Ma io mi sento semplicemente Gabe”

Dopo il voto su Orban, Salvini insiste con le sue diplomazie parallele: a Vienna dall’amico Strache

L’incontro con il vicecancelliere austriaco è centrale nella trasferta viennese mentre l’accordo con la Germania si riempie di contraddizioni

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Fiore

Inchiostro viola

Sono un fiore

Sboccio quando è primavera.

Avvicinati,

conta i miei petali,

Accarezzami,

Come solo tu sai fare.

Tienimi al riparo quando soffierá il vento,

Avvertimi

Quando ci sarà aria di tempesta.

Curami con amore e dolcezza

e vedrai,

con pazienza daró frutto.

Non stancarti mai di me

Anche quando perderai la speranza.

Non estirpare le mie radici

Sono tutto ciò che ho,

Appartengo ad esse,

Sono la mia identità.

Aspetterò con pazienza

Il tuo ritorno

Quando non ci sarai,

Come nave attraccata al porto,

Pronta per salpare ancora.

Sono un fiore,

Sboccio quand’è primavera,

non troverai un altro fiore come me,

Esemplare unico nel mio genere.

Ho colori sfavillanti

E un lungo stelo.

Lotto con le intemperie della vita,

A volte vinco io,

Spesso vince lei.

E quando succede

Non mi do per vinta,

Aspetto un altra primavera

e rinasco ancora.

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– Nemmeno la musica –

Pensieri Scritti - l'essenza - io esisto

Nemmeno la musica si vuole più ascoltare. Quella romantica porta ricordi che non si possono rivivere, quella triste fa piangere, quella allegra fa rabbia, quella assordantesispegnedasola. Esiste solo quella famosa altalena in cui posso sedermi, a testa in giù. E se poi cadrò pazienza, quando sarò agonizzante forse riceverò quell’unica e valida cura, l’amore. Altalena sorretta da mani che ora tremano, non ascoltano ragione, non riescono ad ascoltare nessuna strofa. Non si accetta nulla ora che non sia nostro. Nessun respiro, nessun sorriso, nessun sogno, nessuna parola, niente di niente. Ora che non posso guarire, lo ripeto, non riesco nemmeno ad ascoltarelamusica. Ora che saresti tu il mio unico sfogo, non riesco nemmeno ad ascoltare la musica. Perché la musica con te è vita, senza te è devastante. Ed io che credevo fosse il mio rifugio sicuro, oggi scopro che il mio…

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L’arte di comprendere la vita

Anna & Camilla

eliaOggi propongo un’intervista  che ho fatto allo scrittore Antonio Elia, L’arte di comprendere la vita, pubblicato  dalla Casa Editrice Kimerik. Questo è un saggio, molto piacevole e mai pedante, parla della vita, della nostra evoluzione, su quello che siamo e su dove andiamo. Una riflessione attenta, dettagliata, curiosa ed evolutiva. Vale la pena di leggerlo per meditare, capire e capirsi. 

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Ovunque avessi voluto

Anna & Camilla

2015-7-6_18-28-46-9788868845087Letizia Titolo è l’autrice del libro All’inferno ho scoperto il paradiso, edito dalla Kimerik, un diario di memorie di una vita difficile e travagliata, che l’ha portata però, dritta dritta a vedere la luce più brillante che un essere umano può attendere, il paradiso, inteso come pace interiore e come ricompensa di tanto dolore e tanta sofferenza. Percorsi di vita difficili e tortuosi dove la scrittura dell’autrice ci conduce con tono asciutto ed esaustivo verso il mondo di una donna  che non si è piegata ma si è rialzata ed ha vinto. Molte donne sono state in grado di fare cose del genere, ed ora assistiamo attraverso questo libro di Letizia Titolo ad una rivincita verso il proprio destino, già pianificato, ma di certo non concluso.

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La droga del coraggio – intervista

Anna & Camilla

LorenzettiLa droga del Coraggio è un libro pubblicato dalla Kimerik, l’autore Valentino Lorenzetti è un medico in pensione. Tra queste pagine sono raccontate tante storie, storie di donne molto diverse fra loro, con un vissuto diverso ma che hanno una caratteristica in comune: il coraggio. Il coraggio di vivere e affrontare le difficoltà e la vita, nonostante essa le voglia piegare. Noi continuano a credere, sognare, sperare, amare. la recensione la trovate cliccando qui.

Un uomo che racconta la vita delle donne. Perché? Sapevo sin dall’inizio che sarei andato incontro ad una sfida ardua, ma mi affascinava l’idea di provare ad entrare nella profondità di creature così diverse. La donna ha una sensibilità unica e al tempo stesso una complessità interiore che risulta difficile da comprendere o da spiegare, specie per un uomo. Una cosa è certa: senza il grande rispetto che nutro per la donna, ogni mio sforzo sarebbe…

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25 anni fa l’assassinio di padre Pino Puglisi, di Lia Tommi

Il 15 settembre 1993, 25 anni fa, padre Pino Puglisi veniva brutalmente assassinato nel quartiere di Brancaccio, a Palermo, nel giorno del suo 56esimo compleanno. Proclamato beato vent’anni dopo, il 25 maggio 2013, è il primo martire della Chiesa per mano mafiosa, ucciso con un colpo alla nuca in odium fidei. Due mesi prima della tragica sera nella quale fu eliminato davanti al portone di casa sua, in piazzale Anita Garibaldi, aveva subito un’intimidazione di chiaro stampo mafiosa: di notte ignoti avevano parzialmente bruciato la porta della

Nel quartiere, feudo della famiglia Graviano, da alcuni anni era parroco della Chiesa di San Gaetano. E in quel quartiere, il sacerdote che amava ripetere che «se ognuno fa qualcosa si può fare molto», nel gennaio 1993 aveva inaugurato il Centro Padre Nostro: un luogo di incontro diventato presto punto di riferimento per giovani e famiglie.
Fu assassinato per il suo impegno in nome della giustizia e contro soprusi e illegalità. Per la sua costante predicazione antimafiosa; per il suo limpido apostolato contro i trafficanti e per il recupero dei giovani e delle fasce sociali marginali.
I pentiti hanno rivelato che a ordinare il delitto furono i boss del quartiere, Giuseppe e Filippo Graviano. Ma a sparare fu un commando guidato dal killer Salvatore Grigoli che, dopo essersi pentito, accusò come suoi complici Gaspare Spatuzza, Cosimo Lo Nigro, Luigi Giacalone. E il reggente della cosca, Nino Mangano. Grigoli ha anche raccontato che, quando don Pino Puglisi capì che stava per essere ammazzato, sussurrò «me l’aspettavo», sorridendo al suo assassino.
Dal 2013 padre Puglisi è riconosciuto dalla Chiesa beato e martire a causa della sua limpida testimonianza evangelica. E antimafiosa.

Aveva grandi orecchie, grandi mani, grandi piedi. E sapeva essere allegro e scherzare anche su se stesso. Padre Pino Puglisi spiegava ai suoi giovani che le orecchie grandi gli servivano ad ascoltare meglio, le mani grandi per accarezzare con più tenerezza, i piedi grandi per camminare velocemente e soddisfare subito le richieste di aiuto.

Era un prete senza conto in banca, con le tasche vuote e la casa (popolare) piena di libri di filosofia e psicologia. Donava tutto il suo tempo agli altri e aveva lo scaldabagno rotto e i rubinetti che schizzavano acqua dappertutto. Gli proposero gli incarichi più gravosi, scartati da tutti, e lui li accettò. Infatti arrivò a Brancaccio nel 1990 dopo che sei confratelli avevano detto di no.
Al contrario, quando gli offrirono chiese ricche, posti di prestigio, lui li rifiutò: «Non sono all’altezza, rimango qui tra i poveri», rispondeva. Andava alle riunioni ecclesiali e si sedeva in ultima fila. Era un intellettuale raffinato, ma non lo faceva capire a nessuno. Invece di esibirsi in dotte citazioni ai convegni, lui parlava in dialetto con gli operai.

Colpo di testa

Aquilone di pensieri

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Quanto tempo aveva a disposizione? Dove poteva mettere la mani? Non era possibile commettere errori, ma al contempo non sapeva da dove cominciare.
<Questo file Excel è troppo impestato> borbottò Greta fissando lo schermo davanti a sé con palese sconcerto.
<Non può essere vero> commentò la collega, con voce stizzita, <L’ha creato il capo in persona…e lui con Excel ci sa fare!>.
<Oh, lo so> rispose Greta. <Sono io che non ci so fare> aggiunse in un sussurro rivolto più a se stessa che alla collega. Afferrò il pupazzo di gomma a forma di bruco che teneva di fianco al computer e prese a rigirarselo nervosamente tra le mani.
<Quel pupazzetto non ti darà la soluzione> intervenne la collega dopo qualche minuto, visibilmente scocciata.
Greta sospirò e rimise a posto il bruco di gomma. Nel farlo notò che tra la pila di fogli sulla scrivania c’era un vecchio disegno fatto…

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