Lo stagno dei sogni

…ogni volta che scrivo qualcosa, ho un immediato ripudio per ciò che ho fatto. Quello che ne consegue è l’irrefrenabile istinto di distruggerlo, diventa necessario allontanarmi immediatamente, lasciando tutto così. Questo stato emotivo mi proietta immediatamente da una dimensione piena di cose, luce e colori, al vuoto totale.

Le domande che mi faccio sono sempre le stesse: perché l’ho fatto? …perché l’ho fatto in quel modo?…ma soprattutto, a cosa mi serve ?.. magari risulto ripetitivo, noioso, ridondante.

Dal giardino, guardando la porta aperta dello studio, una voce ostile mi dice: coraggio, vai dentro e distruggi tutto, spacca tablet, telefono e dai fuoco a tutto…

Abbassando lo sguardo inizio a strappare erbacce, dopo qualche minuto entro e la prima cosa che faccio è quella di leggere e leggere ancora, lasciando tutto in memoria, negli appunti o nelle note..quello è un momento di serenità. Dopo qualche giorno riprendo, leggo ancora, per ore…

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