A lui

Lorena Spampinato

12 dicembre 2016

Non ho mai creduto tanto nelle parole. Il che costituisce senza dubbio il paradosso più consistente della mia vita, ma i paradossi sono un lusso che gli animi devono concedersi ogni tanto per non ricadere nel grigiore dell’ordinario. Non ci ho mai creduto tanto perché per tutta la vita ho confinato ogni parola importante in una dimensione sempre troppo intima perché si potesse stabilire un vero confine tra realtà e finzione. Le parole si trovavano sempre in uno spazio solo mio. E avevano senso solo per me. Per quello che sentivo. Quando le ripetevo ad alta voce il risultato era lo stesso di quando da bambini ripetiamo all’infinito una parola fino a snaturarla, a farle perdere di senso.

I miei silenzi, sempre troppo densi, erano soprattutto il non disperdersi di quelle parole. Non c’erano finestre con il mondo. Esistevamo solo io e i miei pensieri.

Da quando…

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