Hawaii, dove profumi e colori catturano l’anima, di Marcella Nardi

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Prima di iniziare la lettura di questo articolo, se cliccate QUI vedrete un bel video con musica e foto scattate da me nel corso dei miei vari viaggi alle Hawaii.

Siamo oramai alle porte dell’autunno e per chi ancora non avesse prenotato le vacanze di Natale, ecco un bello spunto: l’arcipelago statunitense delle stupende isole Hawaii.

Non vi appesantirò con informazioni che potete trovare ovunque sulle guide turistiche. Vorrei trasmettervi le mie sensazioni durante i 3 viaggi in quelle isole, dal 2010 ad oggi.

Le Hawaii geograficamente fanno parte dell’Oceania e la popolazione nativa appartiene al ceppo polinesiano, gente simpatica e molto cordiale. Hanno il sole nel DNA e li trovate sempre con uno smagliante sorriso. Le isole maggiori sono otto, di cui due private.  La capitale è Honolulu, situata sull’isola di Oahu.

Grazie al clima tropicale e all’abbondanza di piogge e vulcani, godono di una bellissima vegetazione. Più di tutte, Kauai è un vero paradiso terrestre, dove girarono, e stanno nuovamente girando, i vari film della serie “Jurassic Park”.

Le Hawaii sono una meta ambitissima non solo per noi turisti, ma anche e soprattutto per surfisti, biologi e vulcanologi. Lo sapevate che molti termini scientifici relativi ai vulcani sono hawaiani, tipo Lava e Magma?

Durante il mio primo viaggio, l’atterraggio a Honolulu fu un’esperienza unica. Prima ancora di atterrare, avendo scelto un posto al finestrino, lo spettacolo sotto i miei occhi mi lasciò senza fiato: un mare dai mille colori, costellato da isole di varia grandezza e forma e con spiagge bianche, grigie, beige e altre nerissime. Una volta scesa dall’aereo, e terminate le procedure di sbarco, proprio come nei film venni subito circondata da mille colori e profumi di fiori: plumeria hawaiana, tuberose e ibisco. Tutti questi fiori sono presenti ovunque e in svariate sfumature. Mentre si è ancora in aeroporto, ecco tante ragazze che vendono i famosi “lei”, le mitiche ghirlande dal profumo inebriante. Non potevamo essere da meno: mio marito me ne comprò due e lui si comprò una bella camicia. Sì, le famose camicie fiorate in stile Hawaiano. Rimanendo in tema di fiori, il nostro albergo era sull’altrettanto mitica spiaggia di Waikiki, parallela al Corso principale di Honolulu, dove affianco a negozi in stile polinesiano, vi trovate Bulgari, Ferrari, e tante altre marche, ma… ovunque voi camminiate, il profumo di plumeria, tuberose e ibisco non vi abbandonerà mai. Ho girato questo pianeta in lungo e in largo, ma una sensazione del genere, credo sia quasi unica al mondo. Nell’immensità dell’Oceano Pacifico, le Hawaii occupano un primato: sono tra le terre emerse più isolate del pianeta. Pensate, distano infatti quasi 4.000 km sia dalla costa americana sia da Tahiti. Forse questo le rende uniche. I cespugli di bouganville e di Stelle di Natale, sono impressionantemente grandi, per non parlare dei paesaggi che ho trovato a Big Island (Isola Grande) e nell’ultimo viaggio a Kauai, ricca di foreste pluviali dove da un momento all’altro vi sembra che un Tarzan debba spuntare volando tra le liane.

Quasi tutte le isole sono di origine vulcanica. L’isola soprannominata “Isola Grande” ha ben 5 vulcani principali, fra cui il più attivo è il Kilauea. A Big Island sembra di atterrare sul letto di un vulcano. Non è un’impressione, direi che è la verità. Sono stata lì nel 2013. Non sapendo dove fosse costruito l’aeroporto, credetemi… pensavo che l’aereo avesse sbagliato pista! Invece era la pista completamente circondata di lava. L’isola è quasi tutta piena di magma raffreddato e in certi punti anche relativamente recente. Qualche mese fa il vulcano ha ripreso piena attività. Un’escursione nella pianura del vulcano, rimanendo dopo il tramonto su una delle famose alture, è anch’essa un’esperienza da non perdere. La bocca principale è larghissima e di sera sembra di rievocare le scene che la nostra mente si è creata ai tempi della scuola quando si leggevano le storie di Omero e del regno dei morti: sì, stando lì sembra di essere vicini all’entrata dell’Ade. In mezzo a un cielo nero/blu, si vedono salire enormi quantità di fumo e zampilli rossi. È proprio il caso di dire “rosso fuoco”. Big Island e Maui (anch’essa ricca di vulcani) hanno molte spiagge davvero uniche nel loro genere. Sembra di stare in un film dell’orrore. No… non spaventatevi. Sono spiagge dalle colline e rocce nere e dalla sabbia ancora più scura. Il tutto reso affascinante dalle gigantesche onde e dalla spuma bianca che creano un favoloso effetto di contrasto.

E che dire dell’isola di Kauai. È la più verde dell’arcipelago ed è la più lontana dalle coste americane.

Gli abitanti, come già detto, sono dal carattere solare, sia i nativi sia le varie etnie che nel tempo hanno deciso di vivere in questo paradiso. Ovunque voi andiate, l’architettura è oramai quasi del tutto americana, tranne qualche chiesa in stile coloniale. Similmente ad altri posti colpiti sempre dal sole, e dove la vita ha ritmi diversi, spesso si vedono abitazioni modeste, che non sempre sono segno di povertà ma di una scelta di vita semplice e a contatto con la natura. Il costo della vita risente molto del fatto che le Hawaii appartengono alla confederazione USA. Per i locali, che sanno dove andare, la vita non è molto cara, salvo che non si desideri una bella casa singola, con vista mare. Allora sì che i prezzi salgono. A mio parere è molto più costoso andare in vacanza in Sardegna che alle Hawaii, se non fosse che dall’Europa il viaggio aereo è lungo, e quindi non proprio economico. Le soluzioni di pernottamento sono varie e direi un po’ per tutte le tasche. Le catene di supermercati sono dovunque tipo l’ABC, dove si trova di tutto a ottimi prezzi, dal mangiare all’abbigliamento e ai souvenir. Il noleggio delle auto è a portata di ogni tasca, vista la quantità di compagnie e di dimensioni di auto da poter affittare. Per brevi tratti consiglio anche l’affitto di biciclette o motorini. Per mangiare ce ne è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Il mitico maialino all’hawaiana è una delizia, per non parlare del pesce che fa da padrone e della frutta eccezionale: papaia, mango, ananas hanno un gusto unico, introvabile in altre zone del pianeta. Io non amo l’ananas, ma quello delle Hawaii è tutt’altro frutto. Data la grande fusione di razze che negli ultimi tre secoli di storia hanno popolato le isole dell’arcipelago, non è facile parlare di tipiche ricette hawaiane. Ritengo che si mangi molto bene, soprattutto il maiale e il pesce. Per i ristoranti ci sono aree commerciali dove il turista può avere anche una trentina di locali diversi da scegliere, e con i prezzi sempre in chiaro. Direi che per un europeo, il vero costo che rende tale vacanza un po’ onerosa, è il viaggio aereo. Alle Hawaii ci si muove bene anche da soli, ma se il problema è la lingua, di visite guidate ce ne sono a iosa: piccoli, medi e grandi gruppi. Seppur costosi, bellissimi sono i tour in elicottero. Noi lo abbiamo fatto questa volta a Kauai. Una meraviglia! È durato quasi un’ora. Abbiamo anche volato sulla zona dove hanno girato molte scene di Jurassic Park. Per il resto ci siamo mossi con l’auto a noleggio. Non ci sono mai problemi per parcheggiare e sono sempre gratuiti. Ogni isola ha poche strade, per cui è impossibile perdersi. Le guide cartacee sono ben fatte, così come la segnaletica, che però ovviamente è in inglese.

La vita notturna alle Hawaii? Anche su questo tema… ce ne è per tutti i gusti. Si possono fare splendide passeggiate notturne in riva al mare o buttarsi in un bar o pub dove si può gustare almeno tre tipi di birra Hawaiana, che è molto buona. Le discoteche non mancano e poi c’è il bellissimo spettacolo tipico hawaiano chiamato “Luau”. È un party tipico di tutte le isole dell’arcipelago. Ci sono danze locali e cibi gustosissimi tipo il poi, una specie di purea ottenuto dal tronco di una tipica pianta locale, il kalua pig, maialino cucinato in una cavità scavata a terra fra le rocce, il poke, una specie di antipasto a base di insalate varie e tonno, il lomi salmon, insalata a base di salmone e pomodoro fresco, l’opihi, lumaca marina, il haupia, ottimo dessert simile a un budino fatto con latte di cocco e tanta birra locale. Tra le danze tipiche di un party Luau c’è il famoso “hula”.

Ma se amate il surf, allora potete trascorrere serate e nottate in riva al mare con altri “colleghi”. Ci sono zone dove è consentito accendere dei piccoli falò.

Mi spiace, però, cari lettori e lettrici, ma devo sfatare un mito relativo alle belle ragazze hawaiane e ai bei fusti polinesiani. Sarà il consumismo degli USA e la loro dieta non propriamente salutare, ma oramai il look, anche quello dei nativi si è uniformato alle misure del mondo occidentale. Rimane però immutata la loro solarità e cortesia.

Per quanto riguarda il clima, portatevi la crema solare, perché il tempo è truffaldino. Raramente c’è quel caldo forte tipico dell’Europa del Sud. Inoltre le isole sono spesso molto ventilate. Chi ha la pelle delicata, non faccia l’errore di mio marito, che la prima volta si è preso una bella scottatura. Si sta molto bene in spiaggia e raramente si sente l’afa. Però di sera ecco che le temperature calano e se andate in cima all’osservatorio astronomico (Big Island) o a vedere i fumi rossi del suo vulcano attivo, una bella felpa vi salverà dal battere i denti dal freddo!

Quando penso alle colazioni alle Hawaii, mi viene tanta nostalgia. Per chi ama la frutta, credo che siano pochi i posti al mondo dove trovate frutta così gustosa. Per non parlare del succo di Guava: ecco il vero nettare degli dei! Ma se amate una colazione mista con anche carne, non preoccupatevi, salsicciotti di maiale o di mucca e altre prelibate pietanze, allieteranno i vostri risvegli.

Difficile è consigliare cosa vedere. Direi che alle Hawaii tutto è interessante: le spiagge, la vegetazione interna, le zone vulcaniche aperte ai turisti, alcuni villaggi più in stile coloniale, ricchi di musei di storia e arte polinesiana. A Kauai ci sono 5 giardini botanici dove potete spendere giornate intere: colori, forme e profumi vi stupiranno. Inoltre quest’isola vanta il più grande e più bel Canyon di tutto l’Oceano Pacifico. A mio avviso, seppur poco più piccolo, è molto più bello del Grand Canyon sulla terra ferma in USA.

Personalmente, in quest’ultimo viaggio ho scattato oltre 7mila fotografie!

Sempre a Kauai, la costa del nord in inverno è un rincorrersi di onde gigantesche. Un giorno siamo rimasti seduti 2 ore come davanti allo schermo di un cinema. Il fragore delle onde, la loro schiuma e la potenza del risucchio, sono uno spettacolo visibile in poche altre zone al mondo. E che dire poi della brezza dell’Oceano e del suo inconfondibile profumo salmastro?

Vorrei concludere parlandovi di una simpatica escursione fatta a Kauai questo anno in bus. La guida era un giovane hawaiano che frequentava l’ultimo anno alle superiori e dal nome locale di Alaka’i. Ci ha raccontato storie interessanti e con un entusiasmo coinvolgente. Permettetemi di riferirvene solo alcune.

I primi abitanti raggiunsero l’arcipelago dalla Polinesia probabilmente tre millenni fa. Poi arrivò nel 1778 il capitano della marina inglese, James Cook. L’arrivo dei bianchi sconvolse il regime di vita locale. E qui il giovane Alaka’i, seppur con molto tatto, ci ha fatto capire che da quel momento è iniziata la fine di una tra le popolazioni più antiche al mondo. Poi, con orgoglio, ci ha parlato del grande re Kamehameha che unificò ben tre isole sotto il suo dominio. Ma ancora per gli hawaiani i problemi non erano terminati. Ecco che verso il 1820 fanno la comparsa gruppi di missionari protestanti. L’ultima regina di sangue hawaiano, Lydia Kamakaʻeha Pākī, fu costretta ad abdicare circa un secolo dopo nel 1917. Fra varie vicissitudini nel 1959 la popolazione accettò di buon grado l’annessione agli USA come cinquantesimo Stato dell’Unione. E qui Alaka’i, quasi alla fine del suo discorso, come se avesse percepito la presenza di un’italiana a bordo (la sottoscritta), ha concluso facendo alcuni cenni alla lingua hawaiana. Sono rimasta a bocca aperta dallo stupore: pare che sulla Terra, solo noi italiani, insieme agli hawaiani, pronunciamo le 5 vocali nel modo più naturale per la conformazione della nostra bocca, palato e posizione della lingua.

Allora ragazzi, che ne dite! Il prossimo viaggio sarà alle Hawaii.

Aloha!

http://www.marcellanardi.com

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...