“Le tv tradizionali hanno i giorni contati”

“Le tv tradizionali hanno i giorni contati”

Anti-establishment 5-Star Movement leader Luigi Di Maio leaves after a consultation with the Italian President Sergio Mattarella at the Quirinal Palace in Rome

Profezia Di Maio: con l’avvento della rete è cambiato tutto, la prossima Netflix può essere italiana. “In Rai deve iniziare a trionfare il merito e a entrare aria nuova”
By Huffington Post
ALESSANDRO BIANCHI / REUTERS

https://www.huffingtonpost.it

“Le tv tradizionali hanno i giorni contati, ma la prossima Netflix può essere italiana!”. Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico con delega alle telecomunicazioni.

“Noi del movimento è da anni che diciamo che con l’avvento della rete sarebbe cambiato tutto e i media tradizionali ne avrebbero fatto le spese- aggiunge-. Non era una profezia fine a se stessa, ma un indicatore di dove investire per garantire un futuro al nostro paese”.

“Venerdì- dice ancora- Morgan Stanley ha pubblicato un report sul futuro della televisione con dati inequivocabili: in italia al momento Netflix ha una penetrazione stimata attorno al 6%, ma cresce a un ritmo del 3% l’anno e quindi raggiungerà il 20% in 5 anni. Quello sarà il punto di non ritorno che in america ha coinciso con il declino del consumo della tv tradizionale. Prevedono quindi che nei prossimi 5 anni gli operatori tradizionali italiani ed europei avranno un calo degli utili del 40%. Come conseguenza di questa analisi Morgan Stanley ha declassato il suo giudizio su alcune aziende, come Mediaset che è passata da 3,8 a 2 con un tonfo in borsa di quasi il 5% con un’azione che ora vale 2,7 euro. È Andata ancora peggio ai tedeschi: Prosiebensat perde il 7,53% e Rtl il 7,26%”.

“Il motivo del ribasso- continua Di Maio- è spiegato da altri dati presenti nel testo. Pensate che una volta che Netflix entra in una casa, il consumo di tv tradizionale cade del 16-30%. Per di più è finita la crescita della pubblicità, che rappresenta tra il 50 e il 90% dei ricavi delle tv tradizionali. Se proiettate questi dati nel tempo è chiaro cosa succederà”.

“Davanti a questo scenario, come ministro dello Sviluppo economico con delega alle telecomunicazioni- sottolinea Di Maio-, dico che è tempo che in italia si inizi ad anticipare il futuro e a fare investimenti che vanno nell’ottica delle nuove tecnologie e non di quelle vecchie. È fondamentale il 5g ad esempio, la banda larga, ma è anche fondamentale incentivare la fornitura di quei servizi che possono essere di supporto alle piattaforme di oggi e nel medio e lungo periodo investire in nuovi modelli di business e nuove tecnologie per sviluppare a casa nostra le piattaforme del futuro”.

“Se la prossima Netflix sarà italiana dipende dagli investimenti che facciamo oggi- prosegue-. Penso a dare un’opportunità alle giovani imprese che si occupano della creazione di nuovi format e di contenuti multimediali, a quelle che realizzano applicazioni in questo settore, a quelle che inventano da zero nuove tecnologie. In definitiva a stimolare creatività e competenze tecnologiche in questi ambiti”.

“Un prodotto italiano di successo diffuso su Netflix o piattaforme simili- spiega Di Maio-, sarebbe un volano importante per far conoscere il nostro stile di vita e per far ripartire la nostra industria culturale. Se riusciremo anche a sviluppare delle piattaforme italiane che hanno successo mondiale sarà un ritorno incredibile su tantissimi fronti. Su questo devono interrogarsi anche le grandi aziende culturali del paese, in primis Rai e Mediaset. Per loro sarà fondamentale riuscire a rinnovarsi con nuove persone e nuove idee, pensando a nuovi prodotti e inserendosi in una logica completamente diversa da quella seguita fino ad oggi. In particolare in Rai deve iniziare a trionfare il merito e a entrare aria nuova. Il primo passo è la fine della lottizzazione da un lato e la pretesa di avere editori puri dall’altro”.

“Una cosa è sicura: è un momento di grandi cambiamenti e quindi di enormi opportunità. Con investimenti oculati e un serio indirizzo politico le coglieremo e saremo protagonisti.

Forse qualcuno dirà che sto sognando. Me lo dicevano anche nel 2009 e oggi siamo al governo del paese. Inseguiamo i nostri sogni e facciamoli diventare realtà”, conclude.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

One thought on ““Le tv tradizionali hanno i giorni contati””

  1. Di gran lunga preferisco le televisioni tradizionali, in particolar modo la Rai, La7 e le tv a carattere locale/regionale… è la vera informazione, quella che ci serve, no ‘ste bufale che troviamo
    in rete

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