Marcella Nardi scrittrice: Dall’informatica alla scrittura, vive fra Milano e Seattle e ama costruire borghi e castelli medievali in scala ridotta

di Pier Carlo Lava

Marcella Nardi, ex Informatico, è appassionata di viaggi, fotografia, storia antica, libri gialli e d’avventura. Ha riscoperto l’amore per la scrittura e si è aggiudicata il terzo posto in un concorso per storie brevi. 

Vive tra Milano e Seattle (USA), costruisce castelli in miniatura ed è un’insegnante. Insegna l’Italiano e l’Inglese. 

La sua biografia ci ha incuriosito, perciò in esclusiva per il blog l’abbiamo intervistata per conoscerla meglio, queste le sue risposte alle nostre domande:

Ciao Marcella e benvenuta nel blog, ci racconti chi sei, dove vivi e che cosa fai nella vita, oltre a scrivere?

R: Ciao a te, Pier Carlo, e a quanti ci stanno leggendo. Direbbe Toto Cotugno “sono un’italiana vera”. Nasco a Castelfranco Veneto, Treviso, da padre vicentino e mamma tarantina. 

Ho vissuto in molti posti in Italia e per ultimo ventuno anni a Milano. Da circa sei anni vivo a Seattle, USA. Sono un Informatico che a un certo punto, dopo ventidue anni, ha deciso di riappropriarsi della sua vita e del suo tempo. 

Da quando sono qui in USA mi dedico, oltre allo scrivere, ai miei numerosi hobby e insegno italiano e inglese base/intermedio. Tra le passioni c’è la storia  antica e medievale, la fotografia, il giardinaggio, viaggiare per il mondo e dedicarmi lavori di bricolage, anche complessi. 

Costruisco borghi e castelli medievali in scala ridotta.  Due o tre volte l’anno tengo presentazioni su temi vari inerenti al Medioevo italiano presso la sede di Seattle della Dante Alighieri.   

Ci racconti qualcosa della città in cui vivi?

R: Vivo nell’hinterland di Seattle. Seattle è una bellissima città a misura d’uomo, dove il moderno si accosta ad un’architettura di oltre un secolo e mezzo. L’Alaskan way, è un lungomare da cui si vedono tramonti mozzafiato. La baia è divisa tra gli USA e il Canada. 

E’ una città ricca di attività culturali. Pensa, quando parte delle stanze di Tutankhamon fecero il giro del mondo in vari musei, qui a Seattle ci fu la più lunga permanenza: oltre un anno. 

Tant’è che da questa città sono arrivati, al Museo del Cairo, la maggior parte dei fondi per la sua ricostruzione parziale. La natura poi in cu siamo immersi è prorompente e vi sono paesaggi  stupendi. 

Cos’è per te una scrittrice?

R: … o uno scrittore. Risposta non semplice. Per me è come una persona che vive su due piani paralleli: la vita di ogni giorno e una vita interiore, fatta di sogni, fantasie e passioni così forti da sentire il bisogno di esternarli, attraverso i modi più vari che la penna e la carta consentono alla nostra creatività  (anche se oramai si usa il computer).

Com’è nata la tua passione per la scrittura e cosa provi quando scrivi?

R: L’amore per la scrittura è nata quando ero piccola, unita alla passione per la lettura.  Ho imparato a leggere che avevo meno di quattro anni. Inoltre sono sempre stata appassionata di cultura in generale e questo sempre fin da bambina. A partire dagli otto anni fino ai sedici anni scrivevo soprattutto poesie e pensieri. 

Ho scoperto di recente che anche mia madre scrive da tanto tempo delle poesie. A dieci anni scrissi un breve giallo. Molti anni dopo, quando Ken Follett pubblicò il romanzo “Il terzo gemello”, rimasi di stucco. 

La storia breve che avevo scritto oltre vent’anni prima, sembrava esserne un ampio riassunto. Poi smisi di scrivere per molti anni, ma non smisi di leggere grandi e piccoli autori, italiani e stranieri. Ho ripreso a scrivere dopo la morte di mio padre, nel 2006. Da allora non mi sono più fermata. 

Ora però scrivo in prevalenza gialli medievali e polizieschi. Ho anche scritto brevi storie d’amore e di tema vario che sono già state inserite in raccolte e altre saranno pubblicate a breve.

Cosa provo quando scrivo? È come se mettessi le ali e spiccassi il volo. La fantasia prende il sopravvento e mi addentro in una diversa realtà, una nuova dimensione dove  posso viaggiare a briglie sciolte. È una sensazione di libertà e difficile da esprimere. Posso dire che adoro scrivere e allo stesso tempo amo leggere. Non saprei più stare senza scrivere.  

Cosa ti ha insegnato la scrittura?

R: Può sembrare una risposta di circostanza ma non lo è. La scrittura mi ha insegnato a essere umile e a rimettermi in gioco. Ho cinquantun anni e non è semplice a quest’età cambiare. Umiltà perché amare scrivere non vuol dire saper scrivere. Mi sono messa a studiare manuali di scrittura creativa e a ristudiare regole varie di grammatica italiana. Inoltre, amando i gialli e soprattutto quelli storici, devo documentarmi per non fare errori di tipo contenutistico. Per esempio tra i tanti studi, quello dello specchio, come è nato, i materiali usati durante i secoli ecc… Non passa giorno che non impari cose nuove. Per uno dei romanzi che ho in cantiere, ieri ho studiato un po’ cose sul Mossad . 

Come concili la vita di tutti i giorni con la scrittura e quanto tempo gli dedichi?

R: In genere la mattina tengo i miei corsi on-line di italiano e inglese via skype. Poi verso le 13:00 inizio a guardare le email e Facebook. Mi piace interagire con amici reali e virtuali, anche se molti virtuali sono diventati reali e molti lo saranno col mio prossimo viaggio in Italia. Per non impazzire, ho deciso di organizzare i miei pomeriggi in

modo da gestire anche la mia vita personale senza che lo scrivere mi tolga il resto. Due volte a settimana vado in piscina e faccio palestra. Una volta a settimana cerco di uscire con le amiche. In genere scrivo nel tardo pomeriggio o la sera a partire dalle 22:00 circa fino alle 2 di notte. Dicono infatti “la notte porta consiglio”. Quando posso scrivo anche di pomeriggio. Onestamente sono più ispirata di sera tardi che di giorno. Durante le ore di luce se mi vengono idee per il romanzo in cantiere, le annoto. Ho anche una casa grande da tenere a bada. MI piace farlo e quando arriva la primavera passo molte ore nel mio giardino tra le mie piante e i miei fiori.

Hai scritto: “Medioevo in giallo”, ne vuoi parlare?

R: È una raccolta dei primi quattro gialli medievali che ho scritto in età adulta e che ho collezionato in questo libro. Per descriverlo in poche frasi userei il sottotitolo che ho creato per la nuova edizione: “Cospirazioni, delitti e intrighi mozzafiato. Quattro storie ambientate tra gli sfarzi di un affascinante medioevo italiano”. Mi sono presa delle licenze letterarie. In una ho completamente stravolto la storia dantesca di Paolo e Francesca, trasformandola in un giallo. Questa vinse al “PHILOBIBLON – © Premio Letterario Italia Medievale per racconti inediti” nel 2011 a Milano. Un altro racconto è ”Lucilla, prigioniera del marcante di schiave” in cui ho preso come spunto eventi reali. Nel Medioevo, con la crescita e la sempre maggiore ricchezza dei califfati arabi, molte fanciulle bianche, e di buona famiglia, venivano rapite e vendute come schiave di piacere negli harem arabi. Io ne ho tratto una storia di sentimenti feriti e di intrighi. La terza storia “La vendetta va servita fredda”, è un giallo basato su un mistero legato a un libro molto antico.  L’ultimo racconto, “Codice DNA” ha una struttura diversa dagli altri tre. Si svolge su tre scale temporali, partendo dalla preistoria. Qui mi sono presa la licenza letteraria di usare San Tommaso d’Aquino come uno dei protagonisti, perché, in effetti, su questa figura ci sono vari misteri. La stessa morte potrebbe essere stata per avvelenamento. Io ne ho tratto un giallo che si impernia sulla storia delle origini della razza umana. Mi sono divertita a “prendere in prestito” un uomo tra i più grandi seguaci della Santa Inquisizione. 

   

Come sei arrivata a pubblicare il tuo libro?

R: Per gradi. Le prime due edizioni sono uscite in auto pubblicazione. In attesa di addentrarmi nel mondo dell’editoria, volevo sondare il terreno e capire il livello di gradimento del mio lavoro. Finora i risultati sono stati buoni al punto che una nuova edizione (solo versione e-book) è ora edita a marchio Cavinato Editore International.

Quali difficoltà hai incontrato?

R: Se parliamo dell’auto pubblicazione per se stessa, è facile pubblicare, ma è difficile essere presi in considerazioni. Posso anche capire, a livello generale, il perché. Molti pubblicano non solo con errori di grammatica (quello sarebbe  il meno) ma con andamenti stilistici fiacchi, storie grame ecc. Purtroppo, come nei casi di razzismo, qui si finisce per fare “di tutte le erbe, un fascio”. Ecco perché man mano mi sto muovendo su strade diverse. 

Chi sono i tuoi autori preferiti e perchè?

R: Leggo molto. Inizio con alcuni fra gli autori italiani che amo: Camilleri, Montaldi,  Comastri Montanari, Manfredi,  Malvaldi, De Angelis, Carofiglio, Cervo, Scerbanenco e Simoni. Sicuramente ho dimenticato qualcuno, sorry! Tra questi alcuni scrivono romanzi storici sia del periodo romano sia medievale, altri sono polizieschi attuali. Insomma… i generi che amo di più. In tutti i casi sono autori molto bravi sia dal punto di vista delle storie sia per l’andamento stilistico. Con loro non ci si annoia di sicuro, anzi, dispiace quando si legge l’ultima pagina. Il commissario Montalbano per me è un mito, così come il senatore Publio Aurelio Stazio. Inoltre posso leggerli direttamente nella loro lingua originale.

Tra gli stranieri ve ne sono molti, ne cito solo alcuni: Ken Follett, per me il numero uno. Autore poliedrico di bravura eccezionale. Seguono: J. Patterson, Martini, Ludlum, Forsyth, Cussler, P. Cornwell per il genere legal thriller/avventura/spionaggio. Poi per il genere giallo/storico: Dan  Brown, Candace Robb, Ellis Peters, Peter remayne, Glenn Cooper, Steven Saylor e Tracy Chevalier, bravissima anche se di genere diverso.  

   

So che hai un tuo sito, collabori anche con qualche altro sito? ce ne vuoi parlare?

R: Ho tre siti, quello più generale su di me, sulla mia passione per lo scrivere e non solo. La sua URL è: www.marcellanardi.com, poi ne ho altri due. 

www.marcella-artandcraft.com sul mio amore per il bricolage, le miniature e l’Home Decor.

www.4everItaly.com che parla di me come italiana che vive in USA e delle attività legate a questo. Per esempio parlo dei corsi di italiano e di inglese che tengo sia di persona sia attraverso Skype e webcam.  Di tanto in tanto invio articoli a riviste. Per esempio un mio articolo sul mio viaggio in Antartide è stato pubblicato sulla rivista “Questo mese idee” (http://www.questomeseidee.it/index_dettagli.php?get_id=417), poi qualche volta ho scritto degli articoli per “Sguardo sul Medioevo” e per “Italia Medievale”. Inutile ripetere il mio sviscerato amore per il Medioevo.

So che ami la fotografia e sei una brava fotografa, ce ne vuoi parlare?

R: Certo e con vero piacere. Con lo scrivere “si porta il nostro mondo interiore all’esterno”, con la fotografia “portiamo il mondo esterno dentro la nostra anima”. Questo per me vuol dire fotografare. Sono venticinque anni che viaggio in giro per il mondo. Iniziai con una 35mm della Nikon (una Nikon FG) e poi dal 2006 con una macchina digitale. Amo la fotografia di reportage unitamente a quella dei particolari della natura. Se andate sul mio sito (http://marcellanardi.com/fotografia) ne potete vedere alcune. Inoltre la rivista “Questo mese idee” ha realizzato un bellissimo video con musica e mie foto sull’Antartide: http://www.youtube.com/watch?v=ous500-FVbM

L’amore per la fotografia è quasi pari a quello dello scrivere. La nostra vita è come un album di foto. Viviamo nel presente ma ci piace rivedere il nostro passato. Ho fatto un corso professionale a Milano nel 1999 per affinare la mia tecnica no tanto dal punto di vista tecnologico, quanto artistico. Si possono fare belle foto anche con macchie di poco costo. L’importante è metterci il cuore e capire gli errori grossolani da evitare.

    

Ami anche realizzare Castelli in miniatura ce ne vuoi parlare?

R: Esatto e grazie per avermelo chiesto. Realizzando miniature riesco a dare sfogo alla fantasia, alla creatività, e al mio grande amore per l’architettura storica (adoro in modo sviscerato castelli, borghi medievali e monasteri). E’ una passione che coltivo da tantissimo tempo. Quando abitavo a Milano, seguii un corso in cui mi specializzai nella miniatura di ambienti e oggetti. Questo per realizzare diorami (come i plastici degli architetti, per intenderci). Durante il workshop avevamo appreso come sfruttare, accanto a materiali e strumenti più tradizionali e “professionali”, prodotti “caserecci”, come gli stuzzica-denti: utilissimi, ad esempio, per realizzare la grata del portale d’un ponte levatoio. Ho riversato queste mie competenze nell’insegnamento, per aiutare i ragazzi ad avvicinarsi al passato storico europeo anche attraverso la loro manualità”. Su entrambi i miei siti web, potete vedere alcuni lavori: http://www.marcella-artandcraft.com/Pages/miniatures.aspxehttp://marcellanardi.com/fotografia/castelli-in-miniatura/

Come vedi il presente e il futuro della cultura nel nostro paese?

R: Non bene, se si considera come il nostro governo gestisca i corsi di studio nelle scuole dell’obbligo e come s’investa poco nel valorizzare l’immenso patrimonio artistico e culturale che l’Italia possiede. Uno dei tanti esempi: nel 2012 ho rivisto la zona archeologica di Ostia Antica. Erano talmente tante le erbacce dovunque che finii il mio giro con le gambe piene di graffi.  Qui in USA c’è poco di storia, ma quel poco che hanno lo valorizzano tanto.  Noi che abbiamo davvero tanto… facciamo poco. Inoltre quei giovani che cercano di entrare nel settore della cultura si rendono conto di intraprendere un viaggio senza sbocco.  Che dire? La voglia di cultura nel nostro popolo è tanta, ma tra televisione spazzatura e un governo poco attento, non so dove si finirà.  

Stai già scrivendo il tuo prossimo libro e nel caso ce ne vuoi parlare?

R: “Si e No”. Posso disse qualcosa. Sto lavorando su due fronti. Un giallo medievale che si ambienta nel XIII secolo in Italia. Potremmo dire che ha anche qualcosa del “conspiracy theory”. Ho preso un personaggio noto del tempo e mi sono concessa molte “libertà”.

Inoltre per un grande concorso nazionale italiano, sto scrivendo un poliziesco che si svolge ai giorni nostri. 

Pensi in futuro di adottare nuove tecniche di Marketing promozionale?

R: Sì, dipenderà da come andranno alcuni progetti che ho in mente.

Pensi di sfruttare le nuove piattaforme per il self-publishing come ad es. Amazon, oppure no?

R: L’ho già fatto ma non mi soddisfano, per il motivo che ho accennato in una risposta precedente. Non è detta l’ultima parola, ma per ora voglio sondare altre strade.

Programmi per il futuro e sogni nel cassetto?

R: Tanti: come viaggi, nella mia lista ci sono ancora la Grande Barriera corallina australiana, le Galapagos, il Sud Africa, l’India e la Polinesia francese.

Vorrei proseguire bene e con criterio nel settore della scrittura e fare un po’ più di diffusione di cultura italiana qui in zona Seattle. 

La mia vita è già bella e piena così. Ringrazio il Padreterno per avermi dato dei fantastici genitori e un marito ideale.

Un caro saluto a te e a voi che mi avete letto,

Marcella 

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