SAPESSI COSA MI STO CHIEDENDO, di Roberto Busembai

SAPESSI COSA MI STO CHIEDENDO, di Roberto Busembai

SAPESSI COSA MI STO CHIEDENDO

Sapessi cosa mi sto chiedendo,
mentre con gli occhi
ti guardo senza ammirarti,
ma come posso
essermi innamorata così tanto
di uno che ha le gambe storte,
il mento squadrato,
è persino un pochettino grasso
e sulla testa è ormai tutto calvo.
Eppure, e continuo a domandarmi,
di uomini migliori ne avevo
dietro una turbe come uno sciame d’api
intorno ad un alveare,
e tanti, devo essere onesta con me stessa,
di aspetto molto molto migliore.
Sapessi cosa mi sto chiedendo
mentre con gli occhi
ti guardo dentro,
ma come potrei non averti accanto
come potrei non poter sentire
le tue braccia sicure
che mi rinchiudono sul tuo petto
riparandomi dal mondo,
come potrei fare senza il tuo
respiro e la tua voce calda
quando mi chiami amore.
Sapessi cosa mi sto chiedendo
mentre gli occhi
guardano fuori,
io di te sono la miccia
di un cannone spento,
e tu la polvere da sparo
per farlo detonare,
siamo indipendentemente
unici se uniti eternamente.
Sapessi cosa mi sto chiedendo.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

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