Silenzio, di Dario Menicucci

silenzio

La luce stremata
dell’inverno
si appiccica alle finestre.

Un rettangolo
di colori rarefatti
e gocce di pioggia.

Mi guardano
il cancello scrostato
della scuola

gli occhi immensi
delle sue vecchie
finestre

gli alberi nudi
nel suo cortile
di fango e cemento.

Le mura umide
e rugose
dei palazzi

precipitano
nelle pozzanghere
sui marciapiedi

sulla strada
d’acqua
e auto silenziose.

Nessun grido
festante
di bambini

nessun verso
o canto
di gabbiani;

oggi
neanche la piazza
ha voglia di parlare

Dario Menicucci