Triste distrazione, di Valerio Villari

Mi sono perso!
Non doveva accadere
ed invece,
mi sono perso e
non doveva accadere, no!

Mi sono distratto?
Ho distrutto? Cosa?

Non avevo ancora colto il fiore,
per che curarlo fosse amore,
non sradicarlo,
ma guardarlo,
ammiralo;
estasiarmi della tua bellezza.
Adesso, che non ci sei,

cattiva abitudine

resta questa triste tristezza,

Io non ho mai conosciuto
il sapore delle bandiere e
quello del sangue degli eroi;
ho vissuto negli amori,
contemplando la natura,
la sua completezza,
la sua perfezione e
tu,
tu, caro amore,
ne sei la dimostrazione

ed avevo solo imparato
a lasciarti andare,
così ho distrutto?
da cosa mi sono distratto?

Libera, libera
anche da te stessa e

così sei volata via.

Non avrei voluto, però,
una tale triste tristezza,
ma non potevo
essere prigione della
tua bellezza!

Così ho distrutto?
Quando mi sono distratto?

Dovrò cercare,
un nuovo fiore da colorare
ed accompagnarlo
dove nasce il vento;
che anche lui sia
libero di andare.

Non ho distrutto,
mi sono distrutto
quando la tua bellezza
mi ha distratto
e che triste tristezza
adesso dimora
dove prima c’era l’aurora,
nel mio magro petto,

ma tra le mie mani
profuma ancora
quella rosa che
mai ho colto

e volerà,
volerà via,
ma non mi perderò,
ancora e
ancora;
costruirò,
non distruggerò,
non mi distrarrò!

Valerio Villari
22 Settembre 2019