Dopo 44 anni l’astrofisica si prende la sua rivincita, di Lia Tommi

Scoprì le stelle pulsar ma il Nobel andò al suo professore: 44 anni dopo, l’astrofisica si prende la sua rivincita
Jocelyn Bell Burnell era solo una studentessa di Cambridge negli anni ’70 e, per di più, donna. Come “risarcimento” riceverà un premio da 3 milioni di dollari

DAILY HERALD ARCHIVE VIA GETTY IMAGES
Per la scoperta delle stelle pulsar – merito suo – l’astrofisica britannica Jocelyn Bell Burnell non ricevette alcun premio. Anzi, il Nobel per la Fisica, che le spettava, invece che a lei andò al suo professore. D’altronde lei era solo una studentessa di Cambridge, giovane e per di più donna. Oggi, però, la scienziata si è presa una rivincita: in USA le è stato assegnato lo “Special Breaktrough Prize”, un premio finanziato dai miliardari della Silicon Valley, del valore di 3 milioni di dollari.

Basterà questo risarcimento tardivo a compensare lo “scippo” del Nobel? “Sono rimasta assolutamente senza parole”, ha affermato Jocelyn ai media dopo aver appreso la notizia, “e chiunque mi conosce sa che non sono mai senza parole. Non era mai entrato neppure nei miei sogni più bizzarri”.

Jocelyn Bell Burnell fu autrice di una delle maggiori conquiste scientifiche del XX secolo. Nata nel 1943 in Irlanda del Nord, Jocelyn era arrivata all’università di Cambridge per un dottorato. Fu proprio durante il periodo di studio, precisamente nel 1967, che fece l’importante scoperta: mentre esaminava i dati provenienti da un radiotelescopio che aveva aiutato a costruire, si accorse di un segnale insolito, onde radio che pulsavano a intervalli regolari. “Me ne sono accorta perché ero molto attenta, molto precisa, a causa della ‘sindrome dell’impostore'”, ha raccontato al Guardian. Il riferimento è a quella sensazione di essere sempre in errore: Jocelyn dubitava delle proprie capacità e temeva di poter essere cacciata da Cambridge.

Fu il professore il primo a “smontarla”: le disse che quel segnale era semplicemente un’interferenza, di origine umana.

Lei non si arrese: raccolse ulteriori dati e rilevò tre diversi impulsi radio provenienti da diverse parti della galassia. Questi provenivano da stelle pulsar, le quali, quando ruotano su se stesse, emettono onde radio che si diffondono nello spazio come da un faro cosmico.

La scoperta fu talmente sensazionale da guadagnarsi il Nobel, che però non andò a Jocelyn ma al suo professore. “Ero soltanto una studentessa”, commenta oggi la scienziata. Come per riscattare il torto subito, l’astrofisica donerà i 3 milioni vinti per finanziare gli studi scientifici delle giovani donne.

Una lacrima, di Savino Calabrese

Una lacrima, di Savino Calabrese

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Il silenzio é
la mia
compagnia,
il mio
stesso
parlare
fa rumore.
Ho bisogno
di pensarti,
di carpire
la tua
essenza.

Non sono
scontroso,
Ho desiderio
solo di
sognare
ad occhi
aperti,
illudermi
di averti
mi fa
stare
bene,
lo so, lo
so che
mi
illudo
invano,
ma io
ti amo.

Chissà,
un giorno
una mia
lacrima
giungerà
da te,
ma se così
fosse, tu
seguila,
Ti porterà
dritto al
mio cuore.

Savino calabrese.
Una lacrima.

IL PATHOS, di Fina D’Ignoti

IL PATHOS, di Fina D’Ignoti


Da quanto tempo più non mi succede
d’alzare gli occhi verso quella volta
e ringraziare la fatica e il pathos
che mi pone in differenza?
Per me non ci saranno agonie lunghe
nell ‘autunno che giallo s’inoltra nel corso del fiume
nell’inverno che batte alle imposte della sera.
Non mi fermerò sulla soma e somma degli anni
piangendo sui versi che non ho scritto.
Sino all’ultima alleluia dell’attimo
spargerò il seme del nuovo pane
tutto sarà bianco nell’alba nuova
come i mandorli lungo le sponde del Nilo.
E se anche da tempo non mi succede
rialzerò gli occhi verso quella volta
e ovunque si nasconda il suo pensiero
ringrazierò per la fatica
che questo Dio s’affanna a regalarmi,
mentre tutte le barche riposano
placide sui mari e la rugiada sui campi
si fa fresco alito.
Senza le frustate della fatica
non c’è poesia!
Se non si attraversa il silenzio di Dio
non c’è poesia!
Saperlo è il perdono.
FIN D’IGNOTI PUGLISI

Quell’autunno ed è ottobre, di Clara Leoni

Quell’autunno ed è ottobre, di Clara Leoni

Foto e pensieri dal cuore di Claretta

quell'autunno

Quell’autunno ed è ottobre

Dolce notte mi dissero loro.
Non ti addormentare sognando,
senza di noi.
Ti portiamo nei nostri mondi,
dove l’autunno è avventuroso.
La natura si è,
si sta tramutando.
Il viaggio tra valli, boschi,
pinete mi ha emozionata.
Come una bimba,
delle piccole lacrime
nei miei occhi scendevano,
oltre le mie guance.
Le foglie dei grandi alberi,
ormai cadute sui prati
di un colore cupo, erano già.
Le finestre delle casette,
coi loro balconi di fiorellini,
ormai erano spogli.
La rugiada con la foschia , e
la nebbia ricoperte dell’autunno è qui.
Ben arrivato mese di ottobre.

-Clara Leoni-

L‘ASCIA DI GUERRA, di Fina D’Ignoti

L‘ASCIA DI GUERRA, di Fina D’Ignoti


Quanto mi costerebbe in vil moneta
pagare il tuo pensiero che s’allontani?
Avrei il coraggio d’un sicario assoldare
perché ti strangoli con le sue mani?
Solo la vicinanza d’altri umani ti salva
che io un sisma sul tuo capo invochi.
Vorrei che le furie e le tempeste
sulla tua vita danzassero funeste
e le piaghe d’Egitto ricomposte
ti molestassero nell’eterno proseguire.
Per farti morire di spavento
proporrei un film a Dario Argento
che prenda come set quel momento
in cui dormiveglia e sonnolento
già inventi bugie per argomento.
Ma… ancora ti sento nel vento
concordo, la frase è banale,
ma altro non può scaturire
da una mente che in bilico sta e
non sa se può ancora amare o
è meglio tenere sepolta
quell’ascia di guerra che in buona sostanza
ricompensa per se chiederà
FINA D’IGNOTI PUGLISI

NONNA, di Marino Moretti

NONNA, di Marino Moretti

Nonna

Mia adorata nonna,
rifugio d’ogni colpa,
sei stata l’altra sponda
ove sempre s’infrangea
la giovane, bizzosa onda
Quante volte son finito
tra le tue braccia,
per fuggir della mamma
il severo sguardo,
o perché triste
per non averla accanto
Ogni volta che mancava
eri tu la persona più cara,
il babbo la guida,
tu eri la mia amica
Poi un giorno sei sparita,
è rimasta una ferita
nel cuore mai guarita

Leggermi, di Clara Leoni

Leggermi, di Clara Leoni

Foto e pensieri dal cuore di Claretta

Leggermi

Leggermi

Immaginarmi di leggermi.
Sicuro e non assente,
dentro in me.
Un respiro profondo,
fumandomi nel mio viaggio.
Scorsi,
tre strumenti essenziali,
racchiusi in un quadrato,
dentro un grande cerchio.
Il cerchio, del mio controllo.
Orecchie,
per ascoltarti.
Ma, ascoltavo solo me.
Occhi,
per vederti.
Ma, vedevo solo me.
Labbra,
per sorriderti.
Ma, sorridevo solo per me.
Io, in me stesso,
bello e puro.
Unico difetto è,
io voglio.

-Clara Leoni-

L’antico Egitto tra mito e realtà, di Lia Tommi

Terzo appuntamento al Museo Etnografico della Gambarina con il prof. Ferdinando Caputi, mercoledì 10 ottobre alle ore 21,30.

Argomento di questa conferenza: “L’ Antico Egitto tra mito e realtà alla luce delle ultime scoperte archeologiche”.

Zonta in aiuto della disabilità femminile, di Lia Tommi

Con il Ballo della Rosa di fine Estate è iniziato ufficialmente il nuovo anno sociale di Zonta Club Alessandria.
L’evento, svoltosi a La Fermata di Spinetta Marengo alla presenza di invitati in arrivo da Piemonte e Liguria, è stato l’occasione per presentare il service principale a livello locale che impegnerà il Club Service per un biennio.
La presidente Elisa Lombardi ha illustrato in cosa consiste l’aiuto alla disabilità femminile che Zonta Club si propone. Tre sono i progetti già approvati a cui si collegano altre attività per un supporto dalle tante sfaccettature perché la disabilità porta con se problematiche molto differenziate tra loro.
Il primo “Adottiamo una culla” è un supporto sanitario, con il sostegno post partum a donne affette da disabilità neuromotoria cronica evolutiva o anche solamente temporanea. Il valore dell’aiuto è stato ben sottolineato dal dr. Nicola Strobelt, neo dirigente della Struttura di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, ospite con il collega Piero Grassano dell’Ospedale Santo Spirito di Casale. Per iniziare, Zonta Club doterà il punto nascita più importante della provincia di una speciale culla che permetterà alle mamme di poter tenere vicino a se, senza alcuna difficoltà, il proprio neonato. La culla neonatale è stata progettata dall’architetto Mitzi Bollani esperta in architettura e sostenibilità sociale, promotrice del Design per tutti a livello europeo.
Il secondo progetto ha una valenza tecnico-culturale, poiché Zonta sosterrà il corso per Disability Manager, master post laurea promosso dall’Università Amedeo Avogadro di Alessandria. Il corso, unico nel suo genere in Italia, è alla sua seconda edizione e prenderà il via il prossimo marzo.
Il terzo progetto riguarda lo sport ed è stato introdotto ufficialmente sabato 29 settembre in occasione della presentazione delle squadre dell’Alessandria Volley al Pala Cima. “Grazie alla disponibilità di Mauro Bernagozzi e del suo staff, “Sport in Rosa” e permetterà a giovani donne affette da disabilità intellettiva di praticare sport nel periodo ottobre 2018-giugno 2019, anche attraverso un supporto psicologico offerto alle stesse e alle loro famiglie” ha detto Elisa Lombardi, rimarcando che “per Zonta Club le barriere alla disabilità devono abbattersi partendo dalle remore interne, stimolando a superare l’autoesclusione che spesso innesca difficoltà invece superabili, anche e soprattutto attraverso lo sport”. Zonta Club si farà carico dei costi del supporto psicologico e del personale specializzato in scienze motorie che seguirà le disabili per due ore a settimana presso il Centogrigio di Alessandria.
Il Ballo della Rosa, grazie alla generosità dei suoi partecipanti, ha già permesso la raccolta fondi di un terzo dei fondi necessari al raggiungimento dell’obiettivo.

SCRIVO PER TE… di Immacolata Iseo

SCRIVO PER TE… di Immacolata Iseo

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Scrivo per te,per dirti quello che non ti ho mai detto.
Per tutte le volte che le parole sono morte dentro, adesso ascoltale amore mio .
Ti vorrei tanto abbracciare ,mi mancano i tuoi abbracci.Quelli che non ho mai avuto.
Mi mancano i tuoi rimproveri,le tue nocchettate in testa.Nocchettate che nemmeno conoscevo il termine e allora ridevo mentre tu me lo scrivevi.
Mi mancano i tuoi silenzi ,per non farmi domande a cui non sapevo rispondere.
I miei silenzi, eppure dicevano tanto.
Mi manca prendermi cura di te,della tua malattia ,delle tue paure: dei tuoi tanti anni in più.
Mi manca il tuo essere finto scorbutico.
Tanto poi distratto mi chiamavi amore mio dolce…
Troppo spesso abbiamo un senso di tristezza e malinconia,allora mi dicevi che era la tua anima a cercare la mia.
Tante volte mi dicevi di non potermi dare niente,il nulla.Eppure io quel nulla lo amavo già.
Nel mio cuore un posto speciale sempre avrai,
un posto fatto di sogni e desideri,di un amore un po’ bambina.
Ma di te, la tua bambina amore mio nel cuore sempre si porterà le tue poesie.
Ti ho scritto quello che volevi ascoltare da tanto,lo scritto con il cuore e scusa se lo fatto solo ora…

Parlare la stessa lingua del bambino

DIALOGHI APERTI

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La nostra società post – moderna è senza precedenti, sulle teorie e sviluppo psico  – sociale del mondo del bambini. Internet e motori di ricerca ci espongono ad un infinità di informazioni riguardo il vasto mondo dei piccolini e, questa possibilità ” infinita ” presenta delle insidie. Non sempre chi scrive si avvale di una vera conoscenza su un determinato argomento, oppure presenta un esperienza loro personale ( pensate alla pandemia virale sulla questione dei vaccini ).

Che lo sviluppo del cucciolo d’uomo, presenta differenti fase scandite di crescita che lo espone a continui conquiste e senso di fallimento, processo che racchiude l’assimilazione e l’accomodamento di concetti e schemi mentali, su cui poggia l’intero mondo cognitivo è ormai saputo e risaputo. Ma come sempre la teoria può risultare facile assorbirla, ma la difficoltà nasce dal fatto che ogni essere umano è soggetto all’interpretazione degli eventi ed informazioni. Questa caratteristica predispone…

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Regali nell’epoca della Tecnologia

DIALOGHI APERTI

Faccio il compleanno caro, cosa mi regali di bello?

Sono finiti i tempi in cui la caccia al regalo rapresentava una vera ricerca della felicità: gioiellerie, boutique, oggettistica, agenzie di viaggio  erano i posti più gettonati. C’era un aspettativa piacevole e personalizzata che racchiudeva piacevolmente la fine di un anno trascorso e l’inizio dell’altro. I regali in quanto oggetto di festa ma anche di ostentata esibizione, delineavano i confini di una cultura e ritualità. Queste due caratteristiche potevano essere consumate in ogni famiglia dove alloggiava il rispetto e l’amore. Infatti, il regalo che diventa ricordo non doveva essere particolarmente caro, ma significativo e carico di sentimento. Questo mistico sapore donava splendore al più banale oggetto, c’era di mezzo il pensiero e a volte anche il sacrificio.

Oggi nell’era delle rete e dei social, la personalizzazione e la ricerca non sono più virtù da seguire, ma perché mancano propio le virtù. La…

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Cosa si nasconde dietro ad un suicidio

DIALOGHI APERTI

Risultati immagini per foto di sofferenza

Il suicidio di Anthony Bourdain ha suscitato stupore, non tanto perché il compagno dell’attrice Asia Argento ma per il personaggio che rappresentava: un uomo colto e lungimirante che ha portato la cucina in televisione e tesa a diventare ” un affare mondiale “, chef famoso, scrittore di libri di cucina e due gialli, gastronomo, vanta anche diversi articoli su giornali americani di fama straordinaria come il New York Times. Possiamo affermare che all’età di 62 anni, che gli avrebbe compiuti il 25 giugno è stato un uomo di successo, ma un male interiore lo ha consumato fino alla decisione tragica presa il 8 giugno scorso, quella di suicidarsi.

Cosa si nasconde dietro ad un suicidio?

Abbiamo appena descritto la carriera magnifica di un uomo che in apparenza ne era contento della propria vita, eppure dopo i duri attacchi social alla compagnia Asia Argento ne viene fuori che ” lui soffriva…

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Latte e agilità

Diario di una Zingara

Un caffè ristretto e amaro.

Un cappuccino.

Un biberon di latte con due biscotti.

E un pacco di biscotti con un galletto disegnato e dei granelli di zucchero.


Buongiorno.

Mio figlio si alza e va a prendere il suo cagnolino giocattolo, gli da il biberon e lo fa mangiare.

Dopo arriva con i cubetti di legno appoggiati sul coperchio della loro scatola, come le tazze che al mattino metto sul vassoio.

Un piccolo uomo.

Essere mamma di un maschio richiede agilità, lo capisci da subito, da quando ad ogni cambio sul fasciatoio devi schivare pipì zampillanti. E ti servirà quell’agilità negli anni a seguire, per rincorrere un piccolo corridore a cavallo di ogni mezzo di trasporto: monopattino, bicicletta, moto cavalcabile.

Essere mamma di un maschio richiede formazione continua. Cosa differenzia una ruspa da una scavatrice? Com’è fatto un tirannosaurusrex? E che diavolo sarà mai un camion bisarca?

Essere mamma di…

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Persone di sabbia

Diario di una Zingara

Ci sono persone che sono come la sabbia.

Stringi la mano e scivolano via. E ti ritrovi con qualche granello che da solo fastidio.

Sono persone così. A cui le catene tirano troppo.

Forse siamo tutti un po’ così, chi più chi meno.

Ma se non la (co)stringi, la sabbia intendo, sa essere un muro. Come quando da bambini, sulla spiaggia, ci facevamo insabbiare lasciando fuori solo la testa: da lì non ti muovevi neanche a pagare.

Ieri sera guardavo un documentario su Pacciani e i suoi compagni di merende e pensavo che siamo tutti facilmente sostituibili. E’ vero.

E lo penso anche oggi che c’è un sole bellissimo ed il prato è pieno di tanti, minuscoli, nontiscordardimè.

Siamo in bilico.

Oggi ci siamo, domani magari no.

Amico

Amante

Marito

Vicino di casa

Cliente al ristorante

Appena ti alzi dal tavolo cambiano la tovaglia e c’è già qualcun’altro pronto a…

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