A Nuoro, dopo Casale Monferrato e Macerata, la terza tappa del percorso delle Capitali Italiane della Cultura 2020

A Nuoro, dopo Casale Monferrato e Macerata, la terza tappa del percorso delle Capitali Italiane della Cultura 2020

In foto, da sinistra: Daria Carmi, Gianluca Puliti, vicesegretario generale del Comune di Macerata, Patrizia Asproni, Stefania Monteverde, assessore Cultura del Comune di Macerata e Sebastian Cocco, assessore Cultura del Comune di Nuoro.

Nuoro

Comune di Casale Monferrato: Si è conclusa nel weekend la terza tappa del percorso che le dieci città finaliste al Bando di Capitale Italiana della Cultura 2020 hanno intrapreso per dare corpo alla costituente rete che le raccoglie.

Venerdì 28 e sabato 29 settembre l’appuntamento è stato a Nuoro per conoscere dal vivo pensieri, storia e necessità che hanno determinato il dossier della città sarda. I lavori sono iniziati con una tavola rotonda dal titolo “Uniti nella diversità.

La creazione di un modello italiano per lo sviluppo culturale delle città del futuro”, coordinata da Carlotta Lucato, operatrice culturale.

In questa sede l’incontro è stato molto fertile poiché si è arricchito del contributo di Patrizia Asproni, Presidente della Fondazione Industria e Cultura che ha molto apprezzato il lavoro in essere, sottolineandone il valore in quanto propositivo di un modello italiano, alternativo a standard omologanti e lontani dall’identità delle città italiane, Valentina Montaldo, ricercatrice del Joint Research Center della Commissione europea “Cultural and Creative Cities Monitor” che ha riconosciuto nella rete la possibilità di individuare e analizzare dati importanti per restituire contenuto agli indicatori usati per le industrie culturali e creative, Vania Virgili Rappresentante Nazionale di Fisica Nucleare che ha indicato la relazione con altre città europee simili per esperienza e prospettive, uno strumento per veicolare nuove risorse nei territori, Renato Fa, Senior Consultant APRE che augurato alla nascente rete di poter essere un modello sperimentale codificabile e riproducibile nel rispetto delle differenze.

Ad aprire i lavori era stato l’Assessore alla Cultura di Nuoro Sebastian Cocco che aveva già partecipato alle tappe della rete precedenti. Sono state le Assessori alla Cultura di Casale Monferrato Daria Carmi e di Macerata Stefania Monteverde a ringraziare per l’ospitalità il collega nuorese.  Proprio loro infatti avevano ospitato, la prima il convegno in aprile dove si maturò decisione di lavorare insieme e la seconda l’appuntamento di luglio in cui si condivisero le parole chiave, gli obiettivi e il valore della rete stessa. Messaggi di sostegno e di contenuto sono arrivati dalle altre città e sono stati confermati gli inviti a proseguire il tour che sta portando ognuna delle dieci città finaliste ad ospitare le altre.

A conclusione della sessione il Sindaco di Nuoro Andrea Soddu ha condotto gli ospiti in una appassionata visita al Museo dedicato a Grazia Deledda e alla scoperta delle danze e dei cori tradizionali nuoresi. Dopo una cena a base di tipicità locali il confronto pubblico è avvenuto con il coinvolgimenti di ricercatori sardi nel mondo, attraverso interviste in loco e via internet, per l’appuntamento – talk show inserito ne La Notte dei Ricercatori “Il più bel mestiere del mondo”.

Il sabato è stato il giorno dedicato alla finalizzazione dei testi a supporto formale della rete in via di costituzione che verranno ora condivisi e assunti nelle varie giunte comunali in prospettiva di una presentazione ufficiale della rete, del modello di governance scelto, degli obiettivi e delle strategie che saranno attualizzate nel futuro prossimo.

«La possibilità di conoscere la città di Nuoro e toccare con mano il valore delle parole e dei progetti che formano il dossier ci ha fatto comprendere ancora di più quanto abbiamo in comune e quanto questa rete possa essere un modello inedito di sviluppo non competitivo, un sistema integrato dove creare strumenti per sostenere la cultura come cemento fondante per la società, affrontare insieme le difficoltà che condividiamo e soprattutto costruire sinergicamente una strada di crescita per i territori. Siamo città che hanno molto in comune e mettono in luce aspetti tipicamente italiani della nostra esperienza urbana. Il lavoro che ognuno di noi ha fatto nella candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2020 ha molto da offrire agli altri» spiega Daria Carmi.

«Avevamo l’esigenza di formalizzare la creazione di questa Rete e lo abbiamo fatto anche grazie al supporto competente di figure esperte nel campo della progettazione culturale italiana ed europea. Dopo la ratifica del protocollo da parte di ciascun Comune aderente alla Rete, incontreremo i ministri della Cultura, della Ricerca e dello Sviluppo economico per presentare questo modello inedito di cooperazione e illustrare alcuni progetti ai quali vorremo lavorare tutti insieme» commenta Sebastian Cocco.

«A Nuoro un’altra tappa delle dieci città finaliste a Capitale Italiana della Cultura 2020. Si consolida la rete per costruire il Grand Tour 2020, un itinerario delle dieci città che racconta l’Italia insolita e lancia dal basso un progetto a base culturale strategico. È davvero un progetto innovativo che può essere un modello italiano» conclude Stefania Monteverde.

Casale Monferrato, 1 ottobre 2018

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