IL PATHOS, di Fina D’Ignoti

IL PATHOS, di Fina D’Ignoti


Da quanto tempo più non mi succede
d’alzare gli occhi verso quella volta
e ringraziare la fatica e il pathos
che mi pone in differenza?
Per me non ci saranno agonie lunghe
nell ‘autunno che giallo s’inoltra nel corso del fiume
nell’inverno che batte alle imposte della sera.
Non mi fermerò sulla soma e somma degli anni
piangendo sui versi che non ho scritto.
Sino all’ultima alleluia dell’attimo
spargerò il seme del nuovo pane
tutto sarà bianco nell’alba nuova
come i mandorli lungo le sponde del Nilo.
E se anche da tempo non mi succede
rialzerò gli occhi verso quella volta
e ovunque si nasconda il suo pensiero
ringrazierò per la fatica
che questo Dio s’affanna a regalarmi,
mentre tutte le barche riposano
placide sui mari e la rugiada sui campi
si fa fresco alito.
Senza le frustate della fatica
non c’è poesia!
Se non si attraversa il silenzio di Dio
non c’è poesia!
Saperlo è il perdono.
FIN D’IGNOTI PUGLISI

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