L‘ASCIA DI GUERRA, di Fina D’Ignoti

L‘ASCIA DI GUERRA, di Fina D’Ignoti


Quanto mi costerebbe in vil moneta
pagare il tuo pensiero che s’allontani?
Avrei il coraggio d’un sicario assoldare
perché ti strangoli con le sue mani?
Solo la vicinanza d’altri umani ti salva
che io un sisma sul tuo capo invochi.
Vorrei che le furie e le tempeste
sulla tua vita danzassero funeste
e le piaghe d’Egitto ricomposte
ti molestassero nell’eterno proseguire.
Per farti morire di spavento
proporrei un film a Dario Argento
che prenda come set quel momento
in cui dormiveglia e sonnolento
già inventi bugie per argomento.
Ma… ancora ti sento nel vento
concordo, la frase è banale,
ma altro non può scaturire
da una mente che in bilico sta e
non sa se può ancora amare o
è meglio tenere sepolta
quell’ascia di guerra che in buona sostanza
ricompensa per se chiederà
FINA D’IGNOTI PUGLISI

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