SPETTRI E LUCE, di Oana Lupascu

SPETTRI E LUCE, di Oana Lupascu

spettri

La via giace sepolta,
annegata sotto la pioggia,
Il fiume schiuma
il suo odio contro i ponti,
E la tristezza mi attanaglia
con le sue mani lunghe
e fredde, da strangolatrice …
E picchia forte contro i vetri,
il vento che soffia
a voler sfondare,
scuotendo forte i rami scuri,
spogli delle mie ultime speranze …
Le mani indifferenti della vita
mi sospingono giù,
per ripidi gradini,
E, a traverso il portone,
che guarda indifferente
verso le grigie nuvole,
mi sento risucchiata
dai portici antichi,
Ignorata dalla poca gente
che torna in fretta,
furtiva, verso casa …
E giro senza meta …
E già il crepuscolo,
offuscato dagli scrosci,
Oscura le facciate …
Arrivo alla porta di una chiesa …
Entro a testa bassa, vuota …
E, nel pallido lucore,
fiacco, delle candele,
arriva odore di cera e d’incenso,
insieme ai suoni caldi
di un armonium …
Tutto mi entra dentro
e lì resta …
Svanisce ogni paura
e ritrovo qui,
adesso,
finalmente,
la pace

Oana Lupascu
2 ottobre 2018

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