Inumane lacrime

Parole in Processione

Ci provo,

a momenti guardo al cielo
nella ricerca d’un segno,
l’avvento che possa raccogliermi,
farmi proprio.

Ci provo

ed è un attimo,
la sua profondità non mi tocca,
non gioisco della sua smisurata bellezza.
Mi è impalpabile, non mi appartiene.
Forse un giorno,
come vogliono i santi, ne volerò,
ora i miei piedi si muovono sul selciato.
È qui che vedo vivere e morire,
su questa strada, inutilmente vagabondo,
vivo e muoio per i miei passi.
Non so niente del nulla,
non so nulla di inferno,
niente di pianure incantate.
Le mie scarpe alzano polvere,
le mie gambe soffrono salite e
le discese anche,
una penitenza tutta terrena.
Conosco il mio dolore e non lo so descrivere.
La sofferenza è umana,
tutta solo interiore,
un cielo non la può carpire.

È brillìo d’azzurro un cielo gentile
per gli animi sereni, luminoso
a tal punto da vederne in bagliori.
Un…

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