Un libro in cartella: Sono puri i loro sogni, di Matteo Bussola

Una cartella o poco più per raccontare un libro

Mi piace molto il tono del nuovo libro di Matteo Bussola. In fondo è una “tirata d’orecchie” ai genitori, come si faceva un tempo a scuola con gli alunni. L’autore però non cede alla tentazione di puntare il dito contro i genitori che inveiscono mentre l’insegnante cerca di far comprendere l’impegno e la disciplina a un ragazzo, o che nelle famigerate chat criticano l’operato dei professori, anzi, fa proprio il contrario: si mette accanto ai genitori, non “sale in cattedra”.

Attraverso una dialettica che parte da un fatto – una persona conosciuta, l’esperienza di un insegnante, il rapporto con i genitori o una ricerca sull’argomento – approda a una considerazione, un dialogo aperto con il lettore.

Il lettore, quindi, si sente coinvolto e non edotto, si mette in ascolto, tanto è gentile e concreto il tono dell’autore; e osserva, fidandosi, da un altro punto di vista, coraggioso e senza pregiudizi quale è sempre e ovunque (libri, social, programmi radiofonici) quello di Matteo Bussola.

Questo libro, forse meno “lirico” ed emotivo rispetto al primo, è più complesso, sia nella progettazione, con i capitoli aperti da domande, ricordi o brevi assunti da sviluppare, che nelle immagini e nelle riflessioni che si fissano nello sguardo e nella mente:

Settembre è una bicicletta gialla sporca d’estate con cui affronti un’inattesa pioggia sottile che lava via la tua infanzia per sempre.

Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: quello di contribuire a rendere i nostri figli gli adulti che saranno. Non di stare un passo davanti a loro nel tentativo di proteggerli, ma un passo indietro per essere pronti a prenderli se cadranno.

Uno dei punti fondamentali che Bussola tiene fermo in questo libro è il rapporto, stretto, di collaborazione e rispetto (Perché di rispetto, nella scuola, ne vedo sempre meno. Soprattutto tra genitori e insegnanti), che dovrebbe essere stabilito fra scuola e famiglia, due entità che spesso si guardano in cagnesco e che dovrebbero invece impegnarsi a percorrere una strada comune, per il bene dei ragazzi, dei loro sogni, del loro futuro.

Qui la scheda del libro.

 

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