El racismo entre los gatos

Ojos de Gato

Esta es la historia de mi gato, Ubaldo.

Todo empezó caundo nació desde una camada de todas gatas de tres colores. Todos querían aquellas gatitas porqué las consideraban hermosas y lindas. Suave y tranquilo, pequeño y dulce era el gato ideal. Pero aquel gato blanco y  negro no era así, su nombre era Ubaldo.

Llegó hasta Gaia y su madre, todo contento y despreocupado, pero sabía que ninguno lo quería solo porque tenía un pelo que no estaba de moda. Era simpatico y muy bonito, juguetón y cariñoso. Así lo adopté. Era el 3 noviembre de hace seis años.

Él era el último que fue adoptado: el último porqué en aquel momento a la gente no le gustaba. Esto es racismo. ¿Por qué se debe elegir un gato  solo por el pelo que tiene? Esto significa que la gente no qiuere realmente un animal…  quiere simplemente seguir una corriente.  Es…

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Essere in(s)etto

fenomenologie semiserie

Vorrei essere un moscerino,

volare basso e sentire solo il peso dell’aria e della polvere.

Vorrei essere un moscerino,

senza ambizione,

senza paura,

senza aspettativa di vita.

Vorrei essere un moscerino,

e saprei esserlo benissimo,

sarei il migliore dei moscerini possibile,

me ne starei a zonzo senza preoccupazioni,

il mio ronzio sarebbe impercettibile,

non infastidirei alcun viandante.

E alla fine, in uno dei miei pochi giorni, posato su un vetro, finirei schiacciato nelle mani di un bimbo, che gioca e si diverte a spezzarmi le ali.

(Scritti di passati giorni di pioggia)

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Zerocalcare: Macerie Prime, di Davide Astegiano

Zero calcare

DA DAVIDE ASTEGIANO

Riconoscere le cose feroci in un mondo di macerie

Si sono dati regole, riti, un’organizzazione sociale. Hanno portato ciò che serviva per ricominciare a vivere.

Qualcuno si è sistemato meglio, qualcuno peggio.

 Però, ecco, si sono abituati.

 Sennò erano morti.

Adattarsi a un mondo di macerie, trovare un equilibrio tra sensi di colpa,tradimenti, veri o presunti, e ambizioni fatte a pezzi. Per non morire, siamo capaci di abituarci quasi a tutto. È un fenomeno naturale, ma pericoloso. In questo scenario apocalittico, come facciamo a non perdere noi stessi, come manteniamo un contatto con la persona che un tempo ci “sembrava giusto essere”? Zerocalcare, come tutti noi, di risposte non ne ha. Quello che sa, e che ci tiene a sottolineare più volte, è che ci sono cose che non possiamo permetterci di dimenticare. Prima tra tutte: riconoscere le cose feroci.

Macerie Prime, uscito per BAO Publishing il 14 novembre, è la prima parte di un lavoro più ampio che vedrà la conclusione nel maggio 2018 con l’uscita di un secondo volume. La narrazione si apre con l’improbabile matrimonio dell’amico Cinghiale e subito ci ritroviamo immersi nelle dinamiche di gruppo di Zerocalcare e degli storici amici che con gli anni abbiamo imparato a conoscere. Continua a leggere “Zerocalcare: Macerie Prime, di Davide Astegiano”

Il sussurro della sera, Dario Menicucci

Il sussurro della sera

di Dario Menicucci

Il sussurro della sera

Anche il sole
torna a casa
e scende laggiù
all’orizzonte
dove il mare
si continua nel cielo.

Il tramonto
ha riposto i colori
e la sera si sveglia
con le sue ombre
e i suoi intangibili
chiaroscuri.
Continua a leggere “Il sussurro della sera, Dario Menicucci”

” UNO SGUARDO, SOLO UNO SGUARDO…”, di Rosella Lubrano

Uno sgiardo

di Rosella Lubrano

” UNO SGUARDO, SOLO UNO SGUARDO…”

Bastò vederti e tutto divenne infinito in quell’ intima

armonia che pervadeva cielo e terra di noi.

Eri lì, davanti a me, i tuoi occhi riflettevano la luna ,

io non avevo il coraggio di parlarti, tutto era nei nostri

sguardi ,in quel lieve sorriso che faceva vibrare l’ anima.

Ogni giorno le nostre emozioni s’ incontravano, un’ affinità

elettiva ci accomunava, come un filo invisibile e io vivevo

di quel tenero sentimento.

Ero diversa dalle altre, lo so, non potevo certo correrti

incontro , rubare le stelle per te, ma anch’ io volevo amare,

oh, quanto lo volevo ! Continua a leggere “” UNO SGUARDO, SOLO UNO SGUARDO…”, di Rosella Lubrano”

Amare un sogno, di Silvana Fulcini

Amare un sogno, di Silvana Fulcini

Amare un

Amare un sogno
è come accarezzare l’aria,
è come la musica
che ti attraversa
ma non puoi toccarla.
Amare un sogno
è come abbracciare
i caldi raggi del sole
e lasciarli penetrare
nel tuo cuore.
Amare un sogno
è quella sensazione sublime
da gustare ad occhi chiusi,
dove tutta la tua immaginazione,
la vedi a colori
prendere forma.

Silvana Fulcini
03/10/2018
Diritti riservati
Immagine dal web

Aspettare, di Grazia Torriglia

Aspettare, di Grazia Torriglia

Aspettare

Aspettare minuti ore
che passano mute.

Era un appuntamento d amore
ma è stato solo silenzio.

Raccolte le mani in carezze non fatte
mute le labbra che attendevano baci

Trascorso il tempo dell attesa
spensi la lampadina .

Il sonno mi liberò l attesa.

Grazia Torriglia@