Azienda Usl Toscana Nord Ovest: le preghiere in corsia costano 240.000 euro all’anno

Azienda Usl Toscana Nord Ovest: le preghiere in corsia costano 240.000 euro all’anno

By Simone Gussoni http://www.nursetimes.org/     

Anche la Regione Toscana ha reso noti i costi relativi alla presenza del prete in corsia. Il Servizio Sanitario Nazionale, in virtù delle convenzioni stipulate tra le aziende sanitarie toscane e le diocesi, dovrà sostenere il costo annuale di 240.000 euro.

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Grazie a questo esborso, 11 assistenti religiosi potranno offrire conforto spirituale ai degenti nei vari ospedali regionali.

I religiosi diventano pertanto veri e propri dipendenti ospedalieri inquadrati con contratto di categoria Ds. Percepivano fino a maggio dello scorso anno una retribuzione annuale di circa 23.000 euro, che da allora è aumentata a 25.000 euro. Tale importo grava interamente sul sistema sanitario regionale.

Anche l’azienda sanitaria Toscana Nord Ovest, come le altre, ha registrato a bilancio circa 240.000 euro per le retribuzioni degli 11 assistenti religiosi, in servizio presso 13 diversi nosocomi, nello scorso anno.

Grazie al protocollo d’intesa firmato tra la Regione e la Conferenza episcopale toscana, 77 religiosi sono stati assunti per assicurare nelle strutture di ricovero l’esercizio della libertà religiosa, l’adempimento delle pratiche di culto e il soddisfacimento delle esigenze spirituali proprie della confessione cattolica, nel rispetto della volontà e libertà di coscienza dei cittadini.

L’articolo 7 del protocollo delinea oltre alla mansioni, il trattamento economico del personale di assistenza religiosa “calcolato secondo quanto previsto dalla normativa contrattuale vigente con riferimento a quello applicato al personale di categoria D.

Al personale di assistenza religiosa spettano le progressioni economiche orizzontali di categoria previste dalla contrattazione collettiva vigente.”

L’accordo tra stato italiano e Santa Sede, rinnovato nel 1985, garantisce la libertà religiosa e l’adempimento delle pratiche di culto dei cattolici che siano essi degenti in ospedali, case di cura o di assistenza pubbliche e prevede che l’assistenza spirituale nei confronti dei medesimi sia assicurata da ecclesiastici nominati dalle autorità italiane competenti su designazione dell’autorità ecclesiastica e secondo lo stato giuridico, l’organico e le modalità stabiliti d’intesa fra tali autorità.

Con il passaggio della sanità in mano alle singole Regioni, queste hanno poi sottoscritto protocolli d’intesa con le conferenze episcopali regionali. Questi permettono alle aziende sanitarie di assumere sacerdoti tra il proprio personale dipendente.

Nonostante si tratti sicuramente di un servizio di indubbia utilità per le persone credenti, molte polemiche sono sopraggiunte per il lauto stipendio che i sacerdoti ricevono.

Secondo molti, il Vaticano avrebbe le possibilità economiche per pagare ogni spesa sostenuta direttamente, senza gravare sui bilanci regionali.

In Toscana infatti, nell’ultimo anno, la spesa per l’assistenza religiosa cattolica nei vari ospedali ammonta a oltre 2 milioni di euro.

Simone Gussoni

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