E’ LIBERA e può VIAGGIARE, di SaraTricoli

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Racconto: E’ LIBERA e può VIAGGIARE, di SaraTricoli

Questo racconto partecipa alla diciottesima challenge del Circolo di Scrittura Creativa Raynor’s Hall Il tema estratto per questo mese è stato “Viaggi” proposto da Belial

Racconto: E’ LIBERA e può VIAGGIARE di Tricoli Sara

– Ciao Lara, come ti senti oggi? –

– Molto meglio grazie – rispose la ragazza alzandosi dalla poltrona e avvicinandosi a Marzio. Lo salutò depositandogli un tenero bacio sulla guancia, ma lui sembrò ignorare questo affettuoso saluto e si avvicinò al tavolino accanto alla finestra, appoggiò la cartelletta che aveva in mano e aprendola iniziò a leggere i fogli contenuti in essa.

Lara lo osservava dondolandosi avanti indietro con le mani incrociate dietro la schiena, sembrava una bambina in attesa di qualcosa. Alla fine non resistette e con un filo di voce gli chiese: – Allora come vanno i miei esami? –

– Meglio, sono contento, finalmente la terapia sembra funzionare come dovrebbe! – dichiarò Marzio abbozzando un sorriso.

Lara invece sorride entusiasta e con uno slancio lo abbracciò felice.

– Finalmente potrò uscire… sono veramente contenta. – Disse sciogliendo l’abbraccio e facendo un passo indietro. Sapeva perfettamente che Marzio non amava queste dimostrazioni di affetto, non più almeno. Non voleva irritarlo, anche se tendeva sempre a dimenticarsi di mantenere un certo distacco, appena lo ricordava però cercava di comportarsi adeguatamente.

– Lara lo sai che la strada è ancora lunga. Perché il tuo male possa lasciarti uscire ci vuole più di qualche esame positivo, devono essere permanenti, altrimenti sarebbe un rischio troppo grande. -Le disse con uno sguardo di rimprovero, per richiamarla alla prudenza.

– Lo so, ma potresti concedermi qualche momento di gioia, è tanto che sono rinchiusa qui e guardo il mondo solo da questa finestra… e sono stanca di aspettare!-

Lo sguardo di Marzio si addolcì, ricordava bene quando aveva incontrato per la prima volta Lara: era ad una festa e si stava annoiando. Stravaccato su di una poltrona stava sorseggiando un drink che tra l’altro non aveva nemmeno un buon sapore. Tutta la serata era stato una tale noia: la musica, le persone intorno a lui, sembravano uscite da un brutto ricordo della sua adolescenza. Malediceva Gianluca che era riuscito a convincerlo e lo aveva attirato con l’illusione di un party divertente e popolato da gente interessante. Lui ovviamente era sparito dopo pochi minuti, inghiottito da sorrisi civettuoli e fiumi di liquori, ma per Marzio questo non era più, o forse non lo era mai stato, il giusto divertimento. Combattuto sul da farsi, quasi sul punto di andar via, sorseggiava annoiato il drink fino a quando una ragazza dai grandi occhi marroni non gli era venuta incontro. Era molto graziosa,  piena di entusiasmo e di vita, lo aveva notato già da un po’, solitario e taciturno e non sapeva bene nemmeno lei il perché, ma aveva deciso che doveva salvarlo, strapparlo da quella noia che lo stava divorando. Così gli aveva raccontato poco dopo, mentre erano già abbracciati per ballare un lento. Sì perché quella particolare e un po’ buffa ragazza lo aveva invitato a ballare e poi avevano chiacchierato e poi avevano passeggiato nel giardino della villa dove si svolgeva la festa e poi avevo osservato le stelle baciandosi e poi amandosi…

Chissà che cosa li aveva spinti uno verso l’altro…

Da quel momento la vita di Marzio era cambiata e ogni momento libero, anche se fugace, lo passava insieme alla sua Lara. Ancora adesso era così, ma aveva dovuto ridimensionare il suo atteggiamento: lei non era più la sua ragazza, ma una sua paziente!

Tutto era cambiato da quel pomeriggio in cui passeggiando in riva al lago tenendosi per mano, lei era stata male, accasciandosi a terra e poi svenendogli tra le braccia. Marzio non poteva più negare a se stesso i molteplici campanelli d’allarme che gli avevano iniziato a tintinnare nella mente più e più volte da quando la frequentava: Lara non stava bene e lui sapeva esattamente cosa aveva…

Da quel momento in poi le cose cambiarono e Marzio assunse un ruolo ben diverso, come prima era al suo fianco quanto più poteva, non solo per gioire della sua compagnia, ma soprattutto per salvarla!

Lara con gli occhi pieni di lacrime riuscì comunque a sorridere, quando lui ritornava ad essere il suo dolce e comprensivo Marzio si sentiva il cuore pieno di speranza, ma quando impersona solo la parte del dottore, lo detesta quasi… No, non poteva detestare chi aveva compreso i segnali, chi aveva compreso quale problema avesse realmente, chi era arrivato giusto in tempo per salvarle la vita o comunque stava facendo di tutto per trovare una possibile soluzione.

Quale fosse stato il fato o il destino che aveva fatto in modo che incontrasse e si innamorasse proprio di un componente dell’equipe di ricercatori che studiano esattamente la sua rara malattia, era proprio un mistero.

Marzio abbandonò la cartelletta sul tavolo e fece un passo verso Lara, le sfiorò una guancia con la mano e poi le labbra con le sue, delicatamente.

– So che è difficile e mi spezza il cuore dover essere così freddo con te, ma se sapessero quanto sono coinvolto non mi farebbero più avere contatti con te, mi estrometterebbero dal caso e non voglio!-

– Sì lo so, me lo hai spiegato mille volte, ma… – disse lei mentre una lacrima le solcava il viso.

Lui la fece sparire lesto e poi fece un passo indietro. – Non fare così, non piangere, ci siamo quasi… –

Lara scacciò la malinconia e gli disse con un tono più sereno: – Va bene, dai coraggio, non dobbiamo abbatterci – e gli donò un sorriso grande e radioso come era nel suo carattere fare.

I due si sedettero al tavolino e come di prassi Marzio poneva delle domande annotando le risposte che lei gli elargiva in modo appropriato. Di tanto in tanto si sfioravano la mano e quando in fine terminarono chiudendo la cartelletta si girarono entrambi per guardare fuori dalla grande finestra, come a prendersi una pausa da tutto, solo per loro.

Rimasero così in silenzio per un po’, poi lei chiese quasi a se stessa con un filo di voce – Chissà se un giorno riuscirò a realizzare il mio sogno? –

– Quale sogno? –

Lei sorrise, un sorriso amaro: – Ho studiato lingue perché il mio più grande desiderio era poter viaggiare per conoscere il mondo. Avevo appena finito un tirocinio in un’importante azienda che organizza viaggi e mi avevano fatto una proposta molto interessante.-

– Non mi hai mai parlato di questa cosa, perché? – Chiese Marzio incredulo.

Lei abbassò lo sguardo e mormorò: – Come potevo dire al ragazzo di cui mi ero innamorata e che avevo appena conosciuto che presto sarei partita per fare un giro del mondo che mi avrebbe tenuta lontana per due anni? –

Marzio era allibito, come avrebbe potuto partire con i sintomi che aveva, decise di indagare: – Saresti partita ugualmente pur sapendo che qualcosa non andava? Avresti potuto mettere a rischio la tua salute, aggravarti e magari rischiare la vita! Hai visto come sei peggiorata, dal primo svenimento è stato un continuo perdere conoscenza, se così non fosse stato non ti avrei mai fatta ricoverare. Anche se adesso sembra non ti capiti più, le crisi potrebbero riprendere da un momento all’altro, non siamo ancora sicuri che sia tutto sotto controllo… non saresti qui altrimenti!-

Lara a questo punto lo guardò dritto negli occhi prendendogli la mano che lui aveva lasciata sul tavolo tra le sue e usando un tono al contempo dolce e straziante: – Sono sempre stata male, ho sempre avuto problemi, nessuno capiva cosa avessi e io mi sono convinta che la mia vita sarebbe stata breve. Quindi tempo fa ho deciso… – la voce tremò, ma poi con un lento sospiro riprese a parlare: – Non mi sarei più fatta fermare! –

Lo sguardo deciso di Lara e la sua determinazione fecero breccia nel cuore di Marzio come nulla era mai riuscito. Aveva amato questa donna dalla prima sera passata insieme e questo sentimento non faceva che crescere e prosperare, nonostante lui cercasse di dominarlo e reprimerlo. Sì alzò dalla sedia per sporgersi oltre quel fastidioso tavolino che li divideva, per raggiungere la sua amata e baciarla teneramente.

Quando si ricomposero lui si schiarì la gola e le disse con dolcezza: – Potrai viaggiare, te lo prometto, e io verrò con te. Partiremo insieme e gireremo il mondo, mi prenderò un’aspettativa e scopriremo insieme le meraviglie di questa Terra, ma tu prima devi metterti in salute, dobbiamo trovare la giusta combinazione di medicinali perché tu possa godere veramente di questo viaggio. Vivrai Lara, non dubitarne mai e nel frattempo sappi che tu non sei prigioniera… –

Delle silenziose lacrime solcavano il viso di lei mentre ascoltava incantata la voce di Marzio che le prometteva tante meraviglie e forse una vera magia… O forse un sogno, un meraviglioso sogno che mai si sarebbe avverato, ma che valeva la pena sognare…

-Sappi che non mi basta programmare un viaggio, – lo stuzzicò lei con un finto tono giocoso, ma che nascondeva tanta amarezza e commozione.

Marzio la invitò ad alzarsi passandole il braccio sotto il suo e sollevandola delicatamente; nel frattempo si spostava al suo fianco, la strinse forte a sé e le sussurro all’orecchio il regalo più importante che potesse farle: – Non dovrai solo programmare, noi ogni giorno viaggeremo realmente. La tua mente, così meravigliosa e ricca, così immensamente capace e intelligente non è chiusa tra queste quattro mura, ma è libera e viaggerà per me e per te… Immagina amore mio, immagina e vivi dentro di te i nostri viaggi, quelli che un giorno faremo e quelli che non riusciremo a fare…  quelli in posti reali e quelli in posti immaginari, luoghi incantati che solo tu potrai farmi visitare… Immaginali tutti e poi raccontameli e io sarò sempre al tuo fianco. –

Con un tenero bacio depositato sulla fronte, come a sigillare un patto segreto, Marzio la strinse ancora più forte e così rimasero per tanto tempo prima che lui sciogliesse l’abbraccio per congedarsi.

Da quella sera in poi, Lara non fu più costretta in una stanza da un corpo malato, ma fu libera di viaggiare e scrivendo ogni suo viaggio, come una sorta di diario, creò un qualcosa che ebbe il potere di ispirare tante persone e al contempo consolare chi lasciava sulla terra, quando alla fine intraprese il suo ultimo viaggio.

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