La mia Musa si chiama Crisi

Altavilla

Ho visto la mia gente assuefatta dalla droga dell’ELOGIO ARTIFICIALE,

Perdersi nei meandri del mero successo, senza interagire con il mondo dei mediocri

Senza confondersi con la vile plebe,

masturbarsi con l’ausilio della mano della vittoria

fecondando i vinti.

Ho visto i rapporti umani disgregarsi come roccia al gelo,

come castelli conquistati e distrutti.

L’autenticità degli sguardi nascosta come polvere sotto un tappeto

La virtù del fidarsi, stuprata e uccisa dal mostro dell’INDIVIDUO,

generato e coccolato da Padre Capitale.

Ho visto i miei sogni infrangersi;

non più liberi di pascolare, ma rinchiusi in un recinto di filo spinato

uccisi e macellati come umili e sfortunate bestie.

Ho visto la mia disperata identità, danzare con te, mia dolce CRISI.

Danzare in un ballo lento, un walzer di perplessità

Su note confuse, uno spartito incerto.

Come danzi bene CRISI, vorrei sentire il tuo canto stonato, la tua voce tremante

Vorrei vederti girare…

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