Lettore vs spettatore: La ragazza nella nebbia

Unreliablehero

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Soffro di “ansia da bestseller”: diffido dei fenomeni editoriali, per paura di ritrovarmi a essere la voce fuori dal coro, una delle poche a non apprezzarli. Mi è già capitato con l’osannato Eccomi di Foer e temevo di ripetere l’esperienza anche con La ragazza nella nebbia. Ho evitato questo romanzo, sinché il trailer dell’omonimo film non ha stuzzicato la mia curiosità. Ormai dovevo sapere cosa era successo ad Anna Lou, all’adolescente dai capelli rossi, svanita nel nulla.

Non è andata male: Donato Carrisi si è giocato bene le sue carte. Non ha puntato sullo stile, che non è brillante, ma sulla capacità di barare, di prendere in contropiede gli appassionati di gialli e thriller. Lo scrittore inganna il suo pubblico e confonde le acque, ritardando la soluzione del mistero. Per riuscirci, sfrutta la distinzione tra lettore e spettatore. C’è una bella differenza tra i due. Cercherò…

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