Risveglio, di Cecilia Minisci

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E quando giungi, o mio atteso giorno, 

a offrirmi l’alba, che subito aurora

rosseggia dietro ai monti

mentre la luna sbiadendo si nasconde,

avvolgimi del tuo stupore il cuore 

che con la notte si era addormentato, 

e portami il bagliore di un sorriso 

che asciughi le mie lacrime al risveglio,

ti accoglierò con il più bel saluto,

e la meraviglia in viso di un bambino,

con la dolcezza timida negli occhi 

di chi sa accontentarsi di vederti

all’indomani di una nuova notte.

E con la tua luce tiepida che scalda 

stendimi un velo di carezza sulla fronte

per guardare in ogni direzione l’orizzonte 

con la limpidezza di acqua chiara

fino a quando ci sarà il tramonto.

Imparerò dove i miei piedi poi…

potrò posare

e quale sarà davvero la mia terra 

su cui adagiarmi per materno amore

come la delicata morte delle foglie 

che gli alberi abbandonano in autunno.